scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"L'uomo senza ombra" pag.1

Il signor Capuleti si accorse improvvisamente di un fatto increscioso, era senza ombra. Da quanto, non poteva saperlo.
Voglio dire, uno non è che sta tutto il giorno a controllarsi l’ombra. Sarebbe difficile, in alcuni casi decisamente imbarazzante. Cosa state facendo, giovanotto? domanda l’anziana signora seduta sull’autobus, in tono austero e fastidioso. Sto controllando la mia ombra, casomai sparisse. Voi non siete in senno, giovanotto, dovreste frequentare di più la parrocchia e pregare, pregare molto.
Insomma, sorvegliare la propria ombra non è affare facile e comunque i pensieri son tanti, mille i problemi di una comune giornata ed un pover’uomo facilmente si dimentica delle cose più banali, come controllare che la propria ombra non scappi, non se ne vada per i fatti suoi, a combinare chissà quali guai.
Così passano i giorni ed un bel momento uno si accorge che l’ombra non c’è. Come non c’è? Andata, volatilizzata, sparita, alienata, forse aggrovigliata da qualche parte o impigliata in un cavo elettrico, defluita giù per lo scarico, rimasta sotto le gomme di un camion di passaggio e magari a quest’ora già in viaggio verso il nord europa, i Carpazi, l’America, non si sa, non è dato sapere.
Dove sarà a quest’ora? si domanda il signor Capuleti in preda ad un’ansia crescente. Sembra facile a dirsi. Ci sono cose che uno da per scontate. L’ombra è una di queste. Apparentemente inutile, incorporea, immateriale, impalpabile. Eppure necessaria come l’aria e il pane. L’ombra è un punto di riferimento, ti dice che esisti, anche al buio. Si staglia gigantesca contro il fianco dei palazzi, quando rincasi la sera. Proietta la tua sagoma stilizzata contro la casa di fronte, quando osservi la città piena di luci. Il più delle volte ti segue docile, come un animale al guinzaglio, passando sotto le suole di chi ti cammina accanto, scivolando silenziosa su pozzanghere, marciapiedi, cacche di cane, macchie d’olio. Senza mai un lamento, una protesta, una richiesta, una benché minima manifestazione d’indipendenza. Si limita a mutare forma, ad allungarsi, a restringersi, come negli specchi dei luna park, in cui uno si vede più alto, più magro o più grosso, a seconda dello specchio e un po’ anche dell’umore.
Insomma, niente farebbe pensare ad una fuga improvvisa, ad un moto di ribellione. Il signor Capuleti immagina un’eventuale denunzia alla polizia. Quando l’avete vista l’ultima volta? domanda un sergente prendendo appunti con aria annoiata. Andiamo sergente, potreste metterci un po’ più di impegno, che diamine, in fondo si tratta della mia ombra! Il sergente si limita a scrollare le spalle. Spariscono tante cose ogni giorno Soldi, oggetti di valore, persone, alcune di valore, altre meno. Non c’è certo il tempo, né la voglia di occuparsi di una cosa banale come un’ombra. Ci fosse almeno di mezzo una rapina, un colpo di pistola, qualcosa di lontanamente eccitante, per un sergente annoiato a pochi mesi dalla pensione. Nossignore, solo un tipo scialbo, con la pancia e pochi capelli, che sostiene di aver perso l’ombra. Niente da fare, si dice il signor Capuleti, la polizia non capirebbe. Già s’impegnano poco per le cose serie, tipo rapine e omicidi, figurarsi per un’ombra. L’ombra di un tipo scialbo con la pancia e pochi capelli.
Cosa fare? si chiede Capuleti. Uscire a cercarla? Uno ne fa di chilometri in una giornata, anche ammesso che fosse sparita nelle ultime ventiquattr’ore. Si esce, si rientra, si gira, si fa la spesa, si salutano i pochi amici, si beve un bicchiere prima di rincasare. Il tutto fidando che lei, la docile ombra, sia rimasta attaccata al tuo corpo per tutto il tempo. Solo che adesso non c’era più. Dov’era finita? Forse qualcuno poteva averla presa, rapita, rubata. Preso da un improvviso impulso, il signor Capuleti decide di uscire nuovamente a cercarla. Dove? Dove capitava. Avrebbe girato la città, passando e ripassando dai posti che era solito frequentare, fino a quando non fosse saltata fuori, con le buone o con le cattive.
Uscito di casa, si schiaccia contro un muro, in preda ad una nuova vergogna. E se qualcuno, magari, dio non voglia, un conoscente, si fosse accorto del fatto che gli mancava l’ombra?
Avrebbe perso quel po’ di prestigio sociale di cui godeva.
Guarda quel tipo, non è quello che lavora nell’ufficio accanto al tuo, caro? E’ senza ombra. L’avevo detto io che aveva qualcosa di strano. Ti ricordi quando lo incontrammo al Luna Park? Aveva vinto tutti quei pupazzi al baraccone del tiro a segno. E non ha né moglie, né figli e nemmeno uno straccio di fidanzata , che se ne fa di tutti quei pupazzi? Mi piacciono i pupazzi, ci ha risposto, con quel sorriso falso, ti ricordi caro? E adesso gira senza ombra. Te l’avevo detto io che era un tipo strano.

Peter e l'ombra

Ricordo che Peter Pan si disperò per aver perso l'ombra. Voleva riattaccarla col sapone, figuriamoci. Wendy dovette prendere ago e filo e ricucirgliela con pazienza.Immagino che perdere l'ombra debba essere inquietante, un po' come specchiarsi e vedere lo specchio vuoto.Condivido l'atteggiamento del protagonista, che libera la propria ombra da ogni obbligo...forse io al posto dell'ombra però avrei inseguito l'ometto buffo che se ne andava tutto triste, dopotutto erano stati insieme una vita!

l'ombra e i figli

Questo racconto sull'ombra mi ha commossa molto. Non so sai Leila se, trovato l'amore tornerei da chi mi è stato attaccato per una vita. Se ci pensi, i figli fanno così. Si staccano dai propri genitori per andare con il loro Amore pur vedendo la tristezza nascosta nei loro occhi. E i genitori devono essere così bravi da lasciarli liberi.

Di sicuro Alessio non voleva dare questa interpretazione al racconto. Lui ha parlato, alla fine, di orgoglio dell'uomo. Quindi, se ci risponderà, lasciamo a lui la parola.

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

For me

Penso che il più grande atto d'amore non sia infilare una fede al dito di qualcuno, ma dare la libertà di scegliere.
" L'ombra" in realtà è (vorrebbe essere) la metafora, resa in maniera più elegante si spera, di un comune tradimento borghese.
Poi, com'è giusto che sia, ognuno è libero di ritagliarsela addosso come preferisce, a proprio gusto e misura.
Perchè, scritta l'ultima parola, racconti e romanzi smettono di appartenere a chi li ha scritti, non fosse che per una mera e meschina questione di coyright (ma un tozzo di pane bisogna pur guadagnarselo, perdiana)
Affinchè la libertà di scelta non sia privilegio soltanto di mogli & mariti, ma di tutto ciò che veramente amiamo.

Alessio

Libertà in crescita

Libertà al lettore, quindi, che quando è il caso batte le mani all'autore, e alla sua ombra che s'inchina ringraziando. Bravo Pracanica!
Quanto a Scrigno... cresce, cresce!

Ombre

Anche a me il racconto ha toccato più di quanto il mio commento tutto sommato leggero facesse credere. E' difficile lasciarsi alle spalle un'ombra amatissima,si prova la sensazione nello stesso tempo che di quell'ombra siamo prigionieri. Poi, una notte, la sensazione struggente che sia l'ombra tua prigioniera, prigioniera del tuo dolore. Per dirvi comunque come la penso, a proposito di ombre, amore e libertà, vi mando un breve brano che scrissi quando ancora non sapevo quanto le ombre mi fossero vicine.
"Mio amato, nulla mi piacque nella mia breve vita terrena quanto il rivedere oggi il tuo volto amato, di cui custodivo la mappa nelle dita, e i tasselli del mondo, che tutto, alberi e mare e fiumi e cielo in esso si rispecchiava. Sei venuto fin qui, attraversando l'Ade,persuaso che gl'inferi fossero un luogo, come sono luoghi i monti e le paludi e i burroni e le valli in quello che qui chiamiamo il rovescio del mondo, perché la vostra luce non è che il sogno, l'illusione, il riflesso della tenebra eterna.Ma gl'inferi sono un luogo dell'anima...troppo i miei occhi hanno veduto... Mio amato amante, quanto coraggio hai chiesto al tuo cuore per giungere fin qui, dove le cose del mondo che tanto amammo si svelano nella loro grigia essenza di freddo nulla, ombre fra ombre, e mi chiedo quale dono potrei farti io...Vedi, gli dei avari mi concessero di seguirti, ma non mi dettero il dono dell'oblio, e dunque avendo io toccato la fredda essenza del nulla gelerei il flusso impetuoso che sgorga dal tuo amore, e il mio sguardo gelerebbe i frutti sugli alberi, e i fiori al mio tocco appassirebbero, e tu ti perderesti nel buio dei miei occhi, gallerie di tenebra che conducono al nulla. Lascerò dunque per un'ultima volta che la luce illumini l'ombra del mio viso che fu bellissimo, e che aveva nel riso il suo più bell'ornamento...potente come il suono della lira era per te il richiamo di quel riso, e dunque riderò...ti volterai, amore amato, perdendomi in quell'istante. Vai, amato amante, vai...gli uomini hanno il dono dell'oblio...ti rendo al tuo mondo di carne,di sudore, di saliva, di sangue...e di mare, e terra, e luce e frutta e uccelli e cielo e grida e amore e odio e vita... e Vita.Vai, Orfeo. Torna nel tuo mondo che non è più il mio.Prendi il dono crudele. Euridice ti ama davvero.”

L'altra ombra e l'ultima

Voi avete vinto, uomini del fuori, e avete rifatto le storie come piace a voi, per condannare noi del dentro al ruolo che vi piace attribuirci, di potenze delle tenebre e della morte, e il nome che ci avete dato, gli Inferi, lo caricate di accenti funesti. Certo, se tutti dimenticheranno cosa veramente tra noi, tra Euridice e Orfeo e me Plutone, quella storia tutta all’incontrario da come la raccontate voi, se veramente nessuno più ricorderà che Euridice era una di noi e che mai aveva abitato la superficie della Terra prima che Orfeo me la rapisse con le sue musiche menzognere, allora il nostro antico sogno di fare della Terra una sfera vivente sarà definitivamente perduto.
.................
Il mio sogno di rendere vivente la Terra raggiungendone con Euridice l’ultimo centro era fallito. Euridice era prigioniera, esiliata nelle lande scoperchiate del fuori.
( L'altra Euridice - I. Calvino)

Siano maledetti gli dei , le loro assurde leggi
e questo loro Tempo
che ti illude e ti illudi di contare qualcosa
di cambiare il percorso, il destino, il cammino
di essere un po’ più che un uomo
perché sei bravo a cantare
come se davanti al Tutto che è attorno
potesse importare….

Euridice dov’è?
Com’è vuoto il cuscino,
rispetto a quando dormiva e sognando nel sonno
mi veniva vicino
E allora raccolgo fino all’ultima nota
ed imbraccio la Lira
guarda che scendo là sotto e dovrai ridarmela indietro
restituirla alla vita
Fammi piangere ha detto
e perdio se poi ha pianto
e mentre quel viso contorto piangeva
lei è comparsa al mio fianco
Sorridendo nel buio
poi mi ha teso la mano
mi ha tirato con se e sempre ridendo
ha detto “ ora andiamo”
Andiamo su per le scale
ma non voltarti a guardarmi
fino all’ultimo passo, fino all’ultima pietra
o sarai tu a condannarmi
E io salivo felice
con l’idiozia degli amanti
che vedono il mondo di colpo più bello
e si senton giganti,
ma quando già intravedevo
della luce i riflessi
il mio sguardo è stato piegato all’indietro
senza che io lo volessi
Euridice ha sorriso
(non era mai stata più bella)
Mi ha detto “ adesso hai capito
che tutto quello che è morto non si strappa alla terra
Che sei solo un uomo
non sei tu a girare la ruota
Che per quanto ti affanni
sei meno di un cane che s’insegue la coda”
L’ho vista svanire
senza poterla toccare
Ho sentito le risa, il tanfo del diavolo
e il mio amore gridare
ho urlato il suo nome
contro le volte del tempo
e tornava all’indietro come un’eco maligna
nello spazio di un lampo
finalmente ho capito
che non serve cantare
che quello che è stato, ogni bacio e sorriso
non può più tornare
perchè quello là sotto
non riscrive la sorte
se avesse pietà e piangesse davvero
non esisterebbe la morte
per riavere Euridice
fare sì che ritorni
posso solo pregare, scongiurare che il cielo
abbrevi i miei giorni
( Canto dell'ultima nota - A. Pracanica)

Molto bello il tuo riferimento al mito di Orfeo, Leila...
così, a furia di associazioni, mi son permesso di citare un testo molto bello di Calvino (scrissi a memoria,quindi perdonate eventuali inesattezze) che dà una lettura molto diversa di quel mito bellissimo e ... alquanto immodestamente, una mia povera cosa sullo stesso argomento.

Alessio

Tutt'altro che una povera cosa.

E' bellissimo.

In realtà è una povera

In realtà è una povera cosa davvero.
La scrissi quando avevo quindici anni si e no, ma non ho mai
sentitp l'esigenza di riscriverla...
Troppa presunzione o troppa paura, secondo me.

Alessio

Adolescenza

L'adolescenza è una stagione meravigliosa, in cui le emozioni ancora non sono contaminate da tutto quello che verrà poi. Se si combinano sensibilità e intelligenza i risultati sono straordinari.Secondo me non devi riscriverla, è perfetta così.Lo penso davvero. Ho ritrovato tre o quattro anni fa un mio diario di quando avevo tredici anni: pensavo di essere stata una stronzetta viziata, sono rimasta sconvolta dalla persona che ero,dalla profondità e dalla maturità dei suoi sentimenti, dal suo sforzo di capire e farsi accettare dal mondo degli adulti e da quanto ho perduto. Avrei voluto abbracciare quella sorellina e dirle che le volevo bene. Gli scrittori per fortuna non crescono mai del tutto. Rieccoci a Peter, non è straordinario?

Tic-Toc

Ago e ditale, ché devo andarmene! Quanto a Campanellino... Leila, lo sai, la gelosia la rende più bella. E l"isola che non c'è"... ma è solo mia, quindi non giocare a chi non sei più.
Frank

Le donne di Peter

Ecco quello che penso delle donne di Peter...

Le donne di Peter

risposta di Leila

La mamma, una che chiude la finestra e abbraccia un altro bambino. Non vuoi stare alle regole? Voli dalla finestra? Ti va di andar fuori? E restaci! Questa mamma è una stretta parente dell'orribile Fata Turchina, creatura lagnosa e ricattatoria, ahimé inconsolabile, almeno la mamma di Peter è rozzamente "sana".
Wendy è il genere "donnina",la Alcott ci fece una fortuna, moltiplicandola per quattro. La donnina è saggia, moderatamente rompiballe ( deve ancora farsi sposare per rivelarsi in tutto il suo splendore )rigorosamente asessuata, Non lo fo pel piacer mio ma per dare un figlio a Dio.
L'unica che si salva è proprio Campanellino. Femminile, sexy, capricciosa, iraconda, gelosa, un po' sguaiatella e di pessime maniere,è per intenderci una specie di Bella del saloon, ma ha un cuore d'oro. Anzi, di zucchero, perché l'oro è freddo e duro.
Fa benissimo Peter a restarsene nella sua Isola, con la micro fata che gli svolazza intorno, libero di non crescere e di non farsi ricattare, facendo la fine di quel poveraccio di Pinocchio.

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Citarsi addosso

Diana e Kromalov
(A. Pracanica)

Possibile che non impari mai!? Non diventerai mai nessuno! Rimarrai sempre un piccolo, povero idiota senza speranza. Che ne sarà della tua povera mamma, se tu non diventi qualcuno. Se non dai agli altri una risposta!!!! Che ne sarà della mia esistenza, se non potrò viverla attraverso di te!?!? Da piccola, volevo fare la ballerina o forse no. Diventare una grande attrice, una diva di Hollywood. Ero bella io, sai? Prima che quel farabutto di tuo padre mi trasformasse in questo relitto pieno di rughe e smagliature. Avevo dei sogni, dei desideri e me li hanno tolti. Me li hanno presi, strappati, portati via uno ad uno. E adesso tocca a te restituirmeli. Tu dovrai farmi vivere la vita che mi hanno rubato. Attraverso i tuoi occhi, potrò guardare le cose che non ho visto. Attraverso i tuoi sensi, provare ciò che non ho provato. Godere dell’esistenza che mi hanno tolto.

Alessio

Respira (Delete and reset)

" Breathe, breathe in the air
Don't be afraid to care
Leave, but don't leave me
Look around
Choose your own ground
Long you live and high you fly
And smiles you'll give and tears you'll cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be
Run, rabbit run
Dig that hole, forget the sun
And when at last the work is done
Don't sit down
It's time to dig another one
For long you live and high you fly
But only if you ride the tide
And balanced on the biggest wave
You race towards an early grave "
( Breathe - P. Floyd)

Ripartiamo da cose serie!
Mi accorsi con raccapriccio che su Scrigno, come nel mondo reale, le polemiche attirano più spettatori delle cose belle.
Proviamo a dare un senso diverso?
Un esempio?
Nadia, Frank, Leila, Claudia, Alessandro e tutti gli altri, gente di buona volontà...qua si passò da Peter Pan al mito di Orfeo...
Vi va di dare una vostra personale lettura di tutto ciò?
Io, di mio, arrischiai versi adolescenziali..quindi risparmiatemi i sarcasmi, ok?
Tanto lo so perchè vi slacciate le scarpe e non temo che me le tiriate in testa, io no.
Alessio

Lettera aperta

" La musica non può cambiare il mondo
la gente può cambiarlo
però la musica può cambiare la gente"
(P. Gabriel)

Miei cari redattori silenziosi...
Mi appello sopratutto a Stefano, cui strinsi la mano qualche mese fa...e per me non è mai gesto casuale, ma anche agli altri, che stimo per interposta Nadia, una delle persone migliori che abbia mai conosciuto.
L'Irene Adler di qualsiasi Sherlock Holmes.
Non possiamo salvare il mondo dentro le Stanze Ovali, nè nei Palazzi d'Inverno o nei Saloni degli Specchi.
Però possiamo salvare il poco che ci gira intorno e di quel poco fa sicuramente parte questo piccolo spazio, quasi cortile, ora d'aria, sicuramente diverso dai tanti
" caseggiati color bile o vomito
senza senso
nè d'affanno
nè di pace"
che cantava un mio grande amico morto troppo presto.
Se perdiamo questo spazio, se attendiamo nell'ombra che altri decidano per noi, se tolleriamo che il primo delirio sopraggiunto decida chi è persona e chi no, allora non ci meritiamo tutto questo.
Pensiamo a quanto una persona come Frank abbia contribuito alla bellezza di questo posto...con le sue parole ed anche con il suo non detto, con i suoi silenzi, perchè a differenza mia, lui capisce quando è il momento di tacere.
Io parlo troppo, lo so. Unica mia consolazione è la speranza di farlo in buon italiano, senza far male alla lingua e ...si spera...alle vostre orecchie.
E se straparlo è per troppo amore per questo luogo...invero sono " un ritardato" ...approdai molto dopo su questi lidi, quando parecchi di voi erano già di casa e certe volte, mi arrogo l'ingiusto privilegio di difenderlo.
Scusatemi se potete, ma tornate ad arredare la vostra casa, se vi è possibile.

Alessio

VI voglio bene

Fine anni cinquanta e il giovedì sera lui suonava al Club degli ufficiali U.S.A. Air Force di Aviano. Tromba, sax tenore, Ferguson al contrabbasso e lui, alla batteria, già allora si perdeva in capogiri alcolici. Al pianoforte, Paolo B. - lasciato spesso senza aiuto quando lui ballava con la figlia del capitano della base - s'ingegnava a fare anche la sua parte irrobustendosi sui tasti. Un giovedì mattina, una dozzina d'anni dopo, accompagnarono il pianista in un assolo. Ricordi tintinnanti gli esotici John Collins con le ciliegine gratis in lingua inglese, e lui si tenne qualche passo dietro agli altri che portavano l'amico di peso. "Dai, Paolo, fammi ancora Horace Silver", lui gli chiese senza voce lungo il viale. E il pianista spinse un'altra volta l'altalena avanti e indietro, ondeggiando solo per lui il sorriso dalla bara. Di quell'amico gli restò "Serenedade to a soul sister", il brivido di un Blue-Note con lo squadrone nero al gran completo, un long-playng che lui frusciò tanto da smettere di bere, agli inizi degli '80.
"Ditemi che mi amerete per sempre!" - (voi), una mancia al truccatore - Frank sembrava assopito.

Peter ed Euridice, una strana coppia

Caro Alessio, colgo volentieri il tuo invito e lo stimolo che mi offri sulla tua curiosità che riguarda Peter ed Euridice, al di fuori del pretesto dell'ombra perduta dall'eterno ragazzo. Mi piace moltissimo questo gioco, chiamiamolo così, e m'interrogo con sorpresa scoprendo al di fuori del collegamento casuale un'affinità più profonda tra i due. Entrambi infatti sono sulla soglia: del mondo, della vita, della realtà. Entrambi si rifiutano di varcare quella soglia ( parlo della "mia" Euridice )l'uno rifugiandosi nell' Isola che non c'è, che a ben guardare delle ombre è il regno: chi sono i Ragazzi sperduti se non i bambini "smarriti" dei Giardini di Kensington, che non a caso lasciano le carrozzine e le culle vuote? Anche l'altra decide di rimanere nel regno delle ombre, rifiutandosi di entrare in quel luogo di sudore, saliva, lacrime e sangue che è per lei "il rovescio del mondo".Del lago d'Averno, che dell'Ade sarebbe l'ingresso, ho ricordi che risalgono all'infanzia. Era un posto desolato, deserto, d'acque cupe e ferme, raccolte in un bacino vulcanico le cui esalazioni sulfuree uccidevano gli uccelli ( Il suo nome di origine greca significa appunto senza uccelli ). Restavamo a lungo a contemplare quel lago silenzioso, ma lì il tempo sembrava non esistere, e che dal cupo argento del cielo capovolto diventava lentamente nero.Spesso dalle acque si levava un vapore sottile che lentamente sfumava i contorni della realtà, e davvero il cuore si stringeva per la malinconia. Allora si alzava, dapprima timido e formato da poche voci, poi sempre più assordante, il coro delle rane.Mio padre, che fino ad allora aveva recitato dei versi dell'Eneide, naturalmente in latino, scoppiava a ridere e passava alla Batracomiomachia...Ce ne andavamo con la prima stella ( non sempre, visto che di tanto in tanto c'impantanavamo ). Qualche volta andavamo a farci il bagno, e c'era una strana vegetazione melmosa, piante acquatiche gonfie d'acqua che sembravano dita, veramente impressionante...
Sì, l' Ingegnere era parecchio stravagante.

Dimmi che mi dimenticherai!

Frank, il tuo pezzo è struggente. Ti scrivo quel che scrissi ( citarsi addosso !!! ) sul bolg della Robin Poche chiacchiere oltre un anno fa:
" L’ossessione di lasciare una traccia mi ha perfino spinto a scrivere un libro…labile traccia davvero. Ah, potere infiggere come le legioni romane un paletto nelle strade, e nei cuori: “ Hic sumus et optime manebimus. “ “Qui Leila passò...amò...fu amata soprattutto.“Che invidia quelle targhe di marmo: “Qui soggiornò Goethe”. Mi accontenterei d’una indelebile vernice e come un writer scriverei sui muri una campeggiante scritta: Leila was here.Quale sogno impossibile, quale follia, quale prepotenza, se il lastricato mi dicesse come Aleksàndr Blok sotto il mio passo: “Fiera tu sei, o angelo mio breve, senza tremare piantami nel cuore il tuo aguzzo tacco alla francese."
E' passato più di un anno, e quale terribile anno: e partendo per sempre, come Euridice direi a chi resta: Non amarmi per sempre...Dimenticami, dimenticami, dimenticami, dimenticami....

"Fammi ridere" di Leila Mascano

Nemmeno anticipandomi il futuro potrei dimenticarTI. Lunedì, alle h 19, comunque sarò là per ascoltare non visto la TUA voce, Leila carissima, narrante meraviglie, immagini colte!
L'angelo punta il dito a sud, dalla Tua parte... sguardi ammirati, sorrisi e... ancora fasciato, l'indice Ti mostra a chi non sa che molto altro verrà, intanto "Fammi ridere"!

Citazione da Alessio: Se

Citazione da Alessio: Se perdiamo questo spazio, se attendiamo nell'ombra che altri decidano per noi, se tolleriamo che il primo delirio sopraggiunto decida chi è persona e chi no, allora non ci meritiamo tutto questo.

Non sto a ricordare gli antefatti, dal momento che sono nei post ancora leggibili, ma rammento che io ho solo fatto un intervento legittimo, esprimendo dubbi e non insultando nessuno, né velatamente e neppure sfacciatamente. Era mio diritto farlo, tanto più che l'ho fatto spiegando la ragione che mi ha indotto. La risposta di Frank è stata irridente e priva di argomentazioni. Ora tutti siete intervenuti scandalizzati che io abbia messo in dubbio che chi si comporta in quel modo sia una persona. Ma cos'è una persona, secondo voi? È forse colui che non conoscendo qualcuno che interviene motivando ciò che dice... si permette di irriderlo senza addurre altre ragioni espresse da princìpi e contenuti? Perché nei successivi suoi interventi Frank non ha fatto altro che calcare la mano, oltre tutto senza che nessuno di voi abbia voluto considerare la scorrettezza di questo suo modo di rapportarsi? Siete davvero sicuri che sia da uomini un simile comportamento? Quando io, indispettito dal suo atteggiamento e dal vostro, vi ho chiesto di illustrarmi un principio che fosse universale avete tutti tergiversato e non ho ottenuto risposte. È questo il vostro modo di intendere la correttezza? Associarvi contro l'intruso che non la pensa come voi è cosa sensata e da persone dignitose? Esprime onore continuare, adesso, la polemica contro di me dopo i ripetuti rimproveri da parte di Nadia? Perché non rileggete la sequenza di messaggi? Avete paura? Alessio mi ha detto che i miei raccontini devono restare sul sito per mostrare come non si deve scrivere. È questo, secondo voi, un comportamento da persona? Solo un bimbo invidioso può asserire che scrivo male, e se si parla di scorrettezza sintattica e grammaticale di qualcuno occorre sempre portare esempi. Difficilmente mi capitano storie come questa vissuta qui dentro, tra "scrittori" che si credono Dei intoccabili solo perché fanno schiera in un cortile da leghisti. Siete stati volgari, ma se siete contenti così io non posso altro che esprimere la mia indignazione e considerare che la giustizia che vi riguarda stia nelle ragioni che vi incollano stretti tra voi.

Solo uno è il modo per

Solo uno è il modo per sfuggire alla propria ombra, ed è costituito dal non rappresentare più un ostacolo alla luce.

Principio universale.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Questo principio universale fu enunciato da Lavoisier, considerato il padre della chimica moderna ( vedi legge di conservazione della massa ). Il principio di conservazione dell'energia totale ( Albert Einstein ) lo conferma. Lavoisier fu decapitato durante il Terrore, e si disse che era bastato un secondo per privare la Francia d'una testa simile, e ci sarebbe voluto qualche secolo per ritrovarne una uguale. Sinceramente non credo di essere una persona volgare, ma naturalmente non sono io a poter esprimere un parere su me stessa. Non ho paura di nulla, avendo fatto il pieno di cose dolorose: è una cosa che mi preoccupa perfino un po'. Invece faccio un outing: mi piacerebbe scrivere cose che piacciono a tutti, piazzare un buon colpo come Il nome della rosa, una cosa dignitosa che vende milioni di copie, non una bieca operazione scandalistica, un buon libro onesto, che la gente ha piacere di rileggere qualche volta. Per quello che mi riguarda questo è un completamento ad un intervento precedente: è giusto, non avevo citato un principio universale, e colmo la lacuna. Con questo mi fermo,considerando che la vita sempre ci riserva delle sorprese. Per esempio, leghista non me l'aveva detto mai nessuno.

Fidati

Fidati Leila, qui non c'è nessun leghista. Facciamo selezione all'origine... :))) E' una storia lunga e curiosa che non amo ricordare perchè mi trovò contraria alla decisione presa (non perchè io sia leghista, s'intende, bensì perchè Scrigno non ha colore nè bandiera). Ma tant'è. Andò così.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto ritorna... anche la polemica che avevo cancellato... :) Direi basta sul serio ora. Per favore.
E' vero che stanno aumentando a dismisura le visite, ma Scrigno non è Novella 2000. Quindi, questione chiusa.
Si va avanti. Perchè quello che nasce da ciò che ritorna, è comunque sempre un qualcosa di nuovo.

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Massimo

Molto belle queste parole, le prendo in prestito per espanderle allo spirito e all'anima!

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

Ahh!

Ahh! Ecco che salta fuori la verità! La promozione a Scrigno: nuovi-lettori-nuovi. Dovuta al caso? Ma no, a tutti NOI, Massimo Vaj compreso. Dunque forza SCRIGNO (altro che Novella...) e vento in poppa a tutti (io me la svigno di bolina, ché vi precedo a terra per preparare i bim-bum-bam dei fuochi artificiali, forse anche di qualche tappo di quel buono)
Con rinnovata amicizia (per altro mai sottintesa).
Frank

Realtà

La realtà si, caro Frank, è stata tutta una messa in scena per attirare nuovi lettori. Ci meritiamo lo stesso un tappo di quello buono?
A me però, solo un'ombra ok?

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Il principio di

Il principio di conservazione dell'energia non è un principio universale, per ragioni che elencherò di seguito: la prima consiste nel fatto che per essere universale dovrebbe riguardare e legiferare anche le cause dell'energia che non sono energetiche, dal momento che se lo fossero sarebbero assimilabili ai loro effetti i quali, essendo effetti non avrebbero nessun grado di universalità e perderebbero il ruolo di causa. Una causa non può essere parte dei suoi effetti, ma deve necessariamente essere a questi superiore. L'energia è la forma attraverso la quale vibra l'esistenza sugli indefinibili piani di cui è composta. La vibrazione è movimento, e attraverso il movimento muta di stato e non si dissolve sparendo nel nulla, ma il movimento è legiferato da una legge fissa la quale costituisce il principio universale che regola il movimento. Questo principio non si muove a propria volta, altrimenti varierebbe l'obbligo che impone al movimento e in questo suo arrestarsi cesserebbe la vita. La concezione che l'energia muti di stato è un fatto che può essere accertato con sicurezza solo quando si conoscono tutti gli indefiniti piani e stati che compongono l'esistenza, ma poiché non li si riesce a misurare ci si deve riferire a una considerazione che si appoggia a un'analogia con lo stato che conosciamo. Scientificamente non è possibile misurare e sperimentare che lo stato che abbiamo sotto i nostri strumenti di misurazione, e non è possibile nemmeno determinare se la componente animica, psichica quindi, si perda oppure cambi di stato. Stesso discorso riguarda l'intelligenza intuitiva superiore, che è caratteristica spirituale. Solo la certezza degli stati sui quali questa psichicità migra può dare la sicurezza, almeno per quel che riguarda anche quel piano di esistenza non più umana, della sussistenza di questa legge che può avere valore solo se riferita all'intersecarsi di tutti gli stati della manifestazione. Il principio di conservazione dell'energia è una legge fisica, non spirituale e, per questo, non può essere applicata agli stati sovra formali e sovra individuali. Anche nel suo riferirsi ai diversi gradi nei quali la materialità si mostra, essa sarebbe comunque sottomessa, nel suo mutare, al mutamento che è movimento, e che è legiferato dalla fissità. Ogni causa non partecipando ai suoi propri effetti nè potendo da questi essere modificata, allo stesso modo del fuoco che non può bruciare il calore dal quale è stato generato.
In definitiva occorre dire che il principio di conservazione dell'energia non è universale perché l'energia non è universale.
Un'idea non è energia, la qualità che è stabilita dal senso o direzione non è energia. Un'aspirazione non è energia. La morte e la fissità non sono energie. Un desiderio potrà essere espresso o celato con energia, ma non è energia, come non lo è l'ideale.
Come ultima cosa è necessario ricordare che questo principio del mutamento di stato è nato dalla dottrina metafisica e universale che teorizza l'unicità della causa del tutto e al fatto che nulla può essere esteriore al tutto il quale, essendo un tutto, nulla ha fuori da sé. Poiché il nulla è un concetto contraddittorio, perché se il nulla esistesse non sarebbe un nulla, si deve dire che l'energia di cui è fatto l'universo non potrà uscire dall'universo. La questione è che per essere questo un principio "universale" si dovrebbe dire che tutto ciò che è... è anche energia. Cosa che non è con evidenza, perché la potenzialità inespressa non è energia, e l'universo, prima di essere deve essere potenza che si trasforma in atto e, in successione, pure ogni nuova nascita è potenza attuabile e successivamente attuata.
Per alleggerire il mio intervento, che è stato più un'operazione chirurgica che una dissertazione, vi farò leggere un aforisma, che ho scritto tempo fa, attorno a questa questione:

Dio non butta via nulla, come noi con il maiale...

Se, come afferma Nadia,

Se, come afferma Nadia, questo ordine di discussioni fosse assimilabile alle cose scritte su novella duemila (e che io mai ho letto perciò lascio il beneficio del dubbio su ciò che sto apprestandomi a dire)... allora tutto quello di cui trattate di solito, vostri racconti inclusi, cosa sarebbero? :D :D :D

Statemi bene tutti e state tranquilli che non sentirete più parlare né me, né di me. Forse... :D
P.S: che nessuno si azzardi a darmi del troll, perché questo sarà il passo, prevedibilmente successivo, che farete.

Augurio dovuto

Vi auguro che tutta questa meschina storia vi abbia insegnato a essere più prudenti, in futuro, prima di avviare il motore del pregiudizio addosso agli sconosciuti, ma per esserlo dovrete sforzarvi di aprirvi agli stranieri, i quali sono una risorsa anche di conoscenza. Possibilità di conoscenza che, almeno per la rarità qualitativa che ha rappresentato questa occasione che avete perso con una leggerezza da brividi alla schiena, non vi ricapiterà così facilmente. Che possiate esserne contenti è una conseguenza non auspicabile per tutti voi, squadra compatta di rugby "culturale" che pensa di giocare al calcio. Saluti non amichevoli, diciamo sterili... no anzi... asettici. :D

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