scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La notte di Halloween" pag.2

Un’ orchestrina suonava una musichetta allegra su una pista illuminata e molti ballavano. Figurarsi la meraviglia degli orsi nel riconoscere tra i ballerini le loro cuginette orsette! Come mai non erano più andate alla festa dei loro amici? Forse perché non avevano fatto in tempo a cucire i loro costumi in maschera! Infatti erano tutte in abiti da sera. Che strana cosa! Erano le uniche a non essere travestite e quella sera erano particolarmente graziose ed eleganti. Non si sa come gli orsi si trovarono a far loro da cavalieri. Erano ballerini impacciati ma quella sera furono bravissimi! Non riuscivano davvero a capire per quale incantesimo le loro gambe si muovessero da sole, come se da sempre avessero conosciuto sambe e valzer, lambade e fox-trot: però fu proprio così. Alla fine gli altri ballerini si fermarono e rimasero in pista con le loro compagne formando un circolo e quando la musica cessò tutti applaudirono freneticamente. Gli orsi erano fierissimi di aver dato una così bella prova di sé, mentre le orsette modestamente si inchinavano indicandoli, come se dicessero: ”Vedete? Sono loro bravi, senza la loro guida non saremmo state capaci di tanto!”. Questo davvero non era nel carattere delle cugine e subito gli orsi si misero in sospetto. Chissà che tiro che c’era sotto! Ma quelle niente, non scoprivano le loro intenzioni; tutte sorridenti facevano le gentili, offrivano dolcetti, li stavano ad ascoltare ammirate come non era mai successo. Alla fine gli orsi si tranquillizzarono e finirono col divertirsi più che mai. Poi l’orchestra si fermò, le prime luci del Luna-Park si spensero e la folla cominciò a disperdersi. Anche per i nostri amici era arrivata l’ora di tornare a casa e tutti insieme risalirono il viale, ormai quasi deserto. “Quante poche luci!“ disse Baby con voce lamentosa “quasi quasi ho un po’ di paura!”.
Le orsette lo presero in giro: “Ma quante luci vorresti?” Infatti improvvisamente il viale splendeva come la torta di compleanno di Mago Merlino, che si diceva avesse mille anni! Non fecero in tempo a meravigliarsene perché Bao esclamò tutt’a un tratto: “Accidenti! Ho paura di aver perso la mia custodia di violino!” Sembrava preoccupato e addolorato, perché da questa custodia non si separava mai, anche se nessuno aveva mai visto il violino, né l’aveva mai sentito suonare. “Credo che tu l’abbia appoggiato a quel cancelletto”. disse Miss Green, la cugina più grande. “Impossibile!” fece Bao, tutto stizzito, ma poi vide che la custodia era proprio lì. Corse a riprendersela tutto sollevato. “Chissà quando ce l’ho messa!” borbottò tra sé e sé. “Anch’io ho perso la mia scimmia!” si ricordò Baby scoppiando a piangere, come sempre quando pensava alla sua scimmiotta: era il suo giocattolo preferito, la sua amica e confidente. Era duro, quasi impossibile, addormentarsi senza di lei. “Ma è passato un anno!” esclamarono gli orsi esasperati. Miss Green prese in braccio il cuginetto disperato: ”Ma non è questa la tua scimmia?” disse, tirandola fuori dalla borsetta. “L’ho trovata vicino casa. Mi dispiace di non avertela data subito: me ne sono dimenticata. Uso così poco questa borsetta! Sarà un anno che è qui: mi perdoni?” Baby smise subito di piangere per scappare via felice con la scimmia in braccio (non senza difficoltà visto che la scimmia era grande quasi quanto lui). Non si era mai visto un Uomo-Ragno tanto contento!
Mirtillo si chiese come mai una scimmia tanto grande fosse entrata in una borsa tanto piccola! Intanto erano arrivati a casa, in tempo per vedere un gruppetto di streghe, con tanto di scope, cappellacci e mantelli tentare di introdursi nella casa delle orsette. Che fortuna essere arrivati in tempo! Le ladre, infatti, avevano le chiavi. “Ferme! Ferme! Al ladro!” gridarono gli orsi a gran voce. “Ma che vi prende? Siete impazziti? Volete svegliare tutto il quartiere?” chiesero le presunte ladre indignate, togliendosi la mascherina da streghe e rivelando così di essere le cugine orsette: poi si ammutolirono a bocca aperta, perché alle spalle degli orsi avevano visto sette loro gemelle in abito da sera. Le “gemelle” si misero a ridere, togliendosi a loro volta le maschere e mostrando i visetti capricciosi da streghe-bambine. “Beh” disse una di loro, una rossetta buffa molto carina “questa è una notte speciale. Voi vi vestite da folletti e streghe e fate un po’ di dispetti, noi ci vestiamo da “normali” e facciamo cose carine. Che c’è di strano?” Questo sì che è un bello scherzo!” dissero orsette e orsi insieme, convinti che le ragazzine stessero scherzando. “Entrate ragazze, vi offriamo dei dolci” esclamarono in coro, ma quelle rifiutarono: “E’ tardi, andiamo parecchio lontano, sapete. Sarà per un’altra volta e comunque grazie!” Così dicendo presero alcune scope appoggiate al muro nell’ombra e ci volarono a cavalcioni. “Arrivederci! -gridarono festose- Al prossimo anno!” In un attimo si sollevarono nel blu del cielo in un pulviscolo di stelline e presto furono anch’esse sette piccole stelle che si muovevano velocemente fino a sparire. Sapete, gli orsi hanno dei nasetti neri, simili a grandi olive: beh, in quel momento per lo spavento le olive impallidirono fino a raggiungere un delicato color verde.
“Ragazzi, questo sì che è un Halloween” commentò Bao appena gli tornò un po’ di voce. “Davvero erano streghe? Vere streghe? Io non mi sono accorto di nessuna differenza, rispetto alle nostre cugine: solo che erano tanto più gentili!” esclamò Baby con la sua vocetta infantile stringendosi alla scimmia. Quest’uscita del più piccolo fece ridere tutti, coi nasetti di nuovo neri come grosse olive. Era stata proprio una bellissima festa di Halloween!”.

L'avevo detto

L'avevo detto, io, che L. Mascano ha un tesoro tra le mani! Anzi, una penna stregata - la usa quando "indossa" il rosso lacca, il pomeriggio, sulle unghie arrotondate per non graffiare il viso di una bimba bella quanto lei!
Come lo so? Non è un mistero che conosco sia Merlino che la Fata Azzurra, e che quando mi serve qualcosa di speciale per i miei nipotini... Campanellino chiusa a chiave e vado da lui - gli confondo un po' le idee annodandogli in treccine il barbone bianco, lui mi racconta, si appisola, e... via, la Fata sottobraccio in ghingheri e rientriamo a casa molto, ma molto tardi, praticamente allo spuntar del giorno, quando sull"isola che non c'è" i sogni vanno a dormire.

A Frank

Oh Peter, lo so che sei dietro i vetri quando racconto le favole a Tea!

Penna stregata?

Leila non finirà mai di stupirmi ! Una bella favola dal sapore antico con sorpresa finale! Quale altra meraviglia si nasconderà nella sua penna giustamente definita stregata?

Halloween

Quasi un anno fa e oggi... Leila Mascano in friulano!
Per chi volesse saperne di più leggere qui http://donebete.splinder.com/post/23513087
Complimenti all'autrice e ad una traduttrice in gamba.

un altra notte di Hallowen

Grazie di cuore alla brava traduttrice, che mi ha riavvicinato dopo tanti anni a una lingua ( perché di una vera lingua si tratta ) che mi pareva dimenticata. La parlava una zia molto amata, e riesco ancora a seguirla un po', anche se naturalmente non ne ricordo che alcune cose. Mi fa anche piacere che abbia scelto una illustrazione che rassomiglia molto ad una fatta da me tanti anni fa e che avrei scelto io, se l'avessi trovata. Se una persona tra migliaia di immagini possibili scelga la sola che somigli ai miei disegni mi dice che c'è davvero un feeling speciale. Considero un privilegio che l'amabile amica abbia scelto un mio racconto.

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