scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il panno rosso" di Frank Spada

di Frank Spada
Novembre, e domenica scorsa, dalle mie parti c’era il sole, un po’ di Bora dalle cime e l’aria frizzantina.
Primo pomeriggio e salgo in automobile: quattro passi a Cividale e un caffè, mi dico. Quando arrivo... di parcheggi liberi neanche l’ombra. Chiedo. Ah! Il mercatino, capisco. Ormai che sono qua... due sigarette gomito sul finestrino e finalmente trovo.
A inizio Corso: una fiumana; m’inoltro intimorito. Vedo un tizio al sole con un libro in mano – sta assorto a leggere seduto a un tavolo coperto da un panno rosso rubino.
Sopra: quattro o cinque attrezzi in legno e ferro arrugginito ricordano il passato dei braccianti.
Dopo qualche ora, camminando tra il pattume in mostra tra le bancarelle, e i Musi rosa davanti al cielo che tramonta, quando ritorno sui miei passi il tizio è ancora lì, seduto all’ombra di un’insegna appena accesa davanti a un bar. Sul panno rosso, i pezzi in vendita sono gli stessi, non uno di meno, e lui, assorto a leggere, rivelando la piega beata di un sorriso non si accorge che traballo per quanto sono stanco. Appoggiandomi al suo tavolo, sbircio e leggo il titolo: “Rivoluzione inoperosa”. Poi mi aggrappo alle gambe e entro nel bar: una cioccolata con panna, che se non la smetto di mandar giù sempre di fretta quel che ingoio mi ustionerò anche la voce, e mi risento in forza; tanto da tornare a Udine e arrivare a casa stanco come se avessi guidato l’automobile senza pedali che avevo da bambino.

Dicembre, IV domenica d’Avvento e a Cividale c’è l’antiquariato di Natale, quello vero, e io sono ancora qua – questa volta sono venuto apposta, per comperare un oggetto che... inizio Corso, guardo in giro e vedo il tavolo – il panno è lo stesso, ma al posto di quel tizio c’è una donna. Gli oggetti in mostra... collanine, cianfrusaglie esotiche di pietre plasticate. Chiedo. No, non sa darmi indicazioni. Insisto. Dice che non sa dove sia finito. Spiego il mio interesse per quegli oggetti da lavoro visti proprio su quel tavolo. Il suo viso si chiude alle parole, gli occhi si velano di... la invito al bar accanto. Due caffè e mi racconta una storia lunga quanto la vita disperata di un anarchico per bene, e che suo fratello è in carcere, accusato di aver tentato di incendiare il mondo. Lasciandoci, le prometto che fra tre domeniche verrò a cercarla, per un caffè e quattro ricordi ancora.

Mercatini...

Grazie Frank per il bel racconto.
Mi sono sempre lasciata sedurre dai mercatini dell'usato e questo racconto me li mostra in tutta la loro semplicità e bellezza. Certo, ci sono mercatino e mercatini. Ma anche le cianfrusaglie spesso rivivono di luce riflessa se accanto c'è una bancarella di libri o di oggetti del mestiere. Quelli antichi, che ti fanno tornare indietro nel tempo, a pensare a come si faceva senza computer ("guarda lì che bella quella macchina da scrivere Underwood. Sa di scrittore e di fogli e fogli appallottolati per terra"), senza luce elettrica ("e quella lanterna ad olio, con lo stoppino mezzo bruciacchiato? Sa di occhi stropicciati, e nasi incollati al foglio per leggere meglio"), senza scrivanie moderne ("già, ma vedi laggiù quel secretaire con tanti piccoli cassettini segreti a scomparsa?"), senza macchine da cucire elettriche ("una Singer a pedale... guarda che decorazioni!!!...) e potrei continuare a scrivere per ore di oggetti che, a suo tempo, furono costruiti, a loro volta con attrezzi antichi, per agevolare il lavoro manuale ma che occorreva utilizzare insieme al famoso olio di gomito. Anche quello, raro al giorno d'oggi e non si trova in nessun mercatino di anticaglie. Esattamente come è raro il fuoco che incendia il mondo perchè non ci sono più stoppini, nè fiammiferi. Non c'è più nulla che sbigottisce a tal punto da provocare un minimo di ribellione. Perchè ormai abbiamo i computer, la luce elettrica, le nostre belle comodità che ci hanno chiusi in un egoismo estremo. Un panno di colore neutro che ci chiude occhi, bocca e orecchie.

---------------------------- . ----------------------------
Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Sul filo rosso della memoria

Gli oggetti hanno un cuore, forse più degli uomini a volte. E tracciano storie.
Difficile per chi ha la fantasia dentro non incantarsi a guardarli e immaginare...
Bel racconto Frank... sul filo rosso della memoria :-)

Carla
http://cartaecalamaio.splinder.com/

Storie

Lo scrittore è quello che si accende di curiosità e vuole saperne di più, per il gusto di raccontarlo.Le vite degli altri a volte sono romanzesche davvero, tocca all'occhio attento di Marlowe scovarle.Anche nel mercatino dell'usato, che poi spesso ha un fascino tutto particolare, perché le cose ci raccontano il passato. A volte poi ci riservano delle sorprese. Così da un piccolo spunto nasce una storia, un breve flash di poche righe, che meriterebbe forse di essere raccontata più a lungo, col suo seguito.

Nostalgia ma perché

Maurizio
Caro FranK, ho vissuto un anno in Friuli tra il 1977 e il 1978 in una condizione particolare (ero militare); eppure la tua terra mi è rimasta nel cuore. Quello che mi sconvolge dei tuoi racconti, che mi piacciono in sé, è che mi rifai provare le sensazioni, i profumi, il clima che ho sentito trent'anni fa... come se fosse ieri. Vivi in un posto magico o sei un mago tu?

Quel che meritate

Nadia: il tuo commento è l'anticipazione di un tuo nuovo racconto, vero? Non vedo l'ora di commentarlo!
Carla: tra noi... nient'altro.
Leila: sempre presente, a vigilare con l'affettuosità di una mamma, generosa, tutta per tutti noi.
Maurizio: magia? non sarà che tra doppie identità e sovrapposizioni di figure immaginarie appaio scomparendo?

A tutti, anche a chi non è presente ora: GRAZIE! E che la vita sia buona con voi, come meritate.

APPELLO

Amici di Scrigno, siete tanti e lo so, muniti di contatti e abili nel passaparola, e per una volta vi chiedo un piacere sotto forma di APPELLO.
Sul blog di "Riaprire il fuoco"
http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=296#comments
c'è attualmente online un articolo informativo letterario (dimenticate chi lo firma) che tenta di diffondere anche in Italia un collaudato sistema già presente all'estero.
Dai primi commenti... staremo a vedere.
In ogni caso leggete, fate leggere, commentate e promuovete se siete d'accordo.
Grazie per l'ospitalità.
Frank

Weekend inascoltato

Il tempo c'era, la mia speranza anche - a parte Nadia, Carla e Leila... l'appello... Scrigno sordo.

In friulano (par furlan)

Segnalo che il "Il panno rosso" - versione in friulano ("La piece rosse", con il finale "rivisitato" - è online qui
http://contecurte.splinder.com/post/21745975
Vi invito a leggerlo. Le parole in friulano sono molto aderenti al testo in italiano, così vi sarà facile capire e, forse, apprezzare la musicalità della mia "lenghe" (lingua).
Ci conto, eh, e fate attenzione perché poi vi interrogo.
Mandi (ciao) a tutti.
Frank

Diversità alla pari

Riporto di seguito, in italiano, la variante che ho apportato al finale del racconto pubblicato in friulano - intitolato "La piece rosse".
ps - la precisazione è a beneficio di chi vuole tutto alla luce del sole - io per primo.

... la invito al bar accanto. "Due caffè, uno corretto grappa, per piacere, e un bicchiere d'acqua di rubinetto", e mi racconta una storia lunga quanto la vita disperata di una madre, e di un figlio, un anarchico che non ha mai fatto del male a nessuno, un buon ragazzo, insomma, che adesso... voleva incendiare il mondo, e l'hanno messo in prigione.
Andando via, dopo averla aiutata a metter via le cose dalla tavola (quattro tavolini pieghevoli, accostati uno all'altro) le ho promesso che tornerò a cercarla la terza domenica di Gennaio, sempre qui, a Cividale, nel duemila e dieci (mi ha detto che si chiama Nadia - io, invece gli detto il nome dell'autore di quel libro, uno pseudonimo).

Mercatini che passione

Non so resistere all'attrazione dei mercatini dell'usato. Visitarli vuol dire uscire dall'era tecnologica per un'oretta, passare per bancarelle di giocattoli e fumetti che ricordano l'infanzia, ritratti di Madonne anneriti dal fumo di lampade a olio o di ceri, attrzzi da lavoro che sanno di fatica e grondano sudore...
C'è tanto del nostro passato, nei mercatini, c'è un po' della nostra storia, quella che non si trova sui libri...
L'intenditore d'antiquariato scova oggetti preziosi, l'intenditore di parole scova storie di valore,
E Frank ne ha scovata una che val la pena d'essere ascoltata.
Stefano

Città dei libri!

Frank, quanto mi piacerebbe esistesse anche in Italia una "città dei libri" come quella che descrivi! ^_^
---------------------0------------------------0--------------
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

Lo stile è (quasi) tutto...

Mi è piaciuto molto questo racconto, proprio per la sua essenzialità. Ci sono tutte le parole che servono, non una di meno e non una di più, organizzate nello stile originale di Frank Spada che ne fanno assaporare il senso profondo. E’ un racconto che va letto lentamente, come ha già detto qualcuno, più che il contenuto è lo stile che ti fa innamorare di questo narratore stanco, che si deve “aggrappare alle gambe”, di quel giovane anarchico interessato più alla sua lettura che che a vendere le quattro cose adagiate sul panno di rosso, e di quella madre che finalmente incontra qualcuno disposta ad ascoltare la sua storia. E’ una storia, questa, che Frank non ci racconta, ma va bene così, ci dà, a noi lettori, la massima libertà. “Il panno rosso” è un racconto che suggerisce, e quando un racconto la fa con tale grazia, con tale intensità, ha raggiunto il suo scopo.

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com