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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Laura Costantini e Loredana Falcone - La guerra dei sordi


Con questo romanzo sono partita per il Medio Oriente e mi sono sentita l'inviata speciale delle due autrici, vestita anch' io della stessa arroganza di Juliette, la protagonista. Mi ponevo le sue stesse domande e mi davo le stesse semplici (e comode) risposte. "Perchè due popoli devono continuare a odiarsi in questo modo? Perchè una religione permette di uccidersi ammazzando?" E un sacco di altri Perchè.
Juliette mi ha aiutata a comprendere che occorre essere immersi in quelle vite per comprendere veramente. Bisogna essere lì, ed è lì che ci porta e ci aiuta a darci delle risposte.

Mi ha colpito in particolare l'ipotesi dei due popoli che fanno pace. Sarebbe una tragedia per l'Occidente. Non si spiegherebbe sennò il motivo per il quale da un lato invia soldati per ripristinare la pace e dall'altra vende armi a entrambe le fazioni.
Non ci avevo mai pensato. O almeno, non avevo mai portato quel pensiero al livello cosciente. Troppo mostruoso per accettarlo. E anche ora cerco di ricacciarlo giù per poter continuare a restare sorda alle grida che a noi giungono attraverso i mass media, quando raccontano di un altro, l'ennesimo, attentato. Se penso che questo romanzo è del 2005...
Le autrici sono riuscite a mantenere la narrazione senza scivolare in giudizi personali e ne emerge solo una grande verità: la guerra è sbagliata. La guerra è sofferenza inutile. Non c'è motivazione che tenga. Non c'è chi ha ragione o chi ha torto. Solo per il fatto che un uomo impugni un'arma contro un suo simile generando difesa a oltranza, con altre armi, quell'uomo ha torto. E anche chi risponde. Perchè entrambi restano sordi alle urla vestendo la loro crudeltà di promesse per un futuro migliore che verrà. E intanto muoiono innocenti...
Le autrici inseriscono nel romanzo il tema dell'Amore. E allora la narrazione si fa dolce e prende il ritmo di due cuori che battono e che, restituendo speranze, potrebbero sfondare barriere.
Il finale non poteva essere diverso da quello descritto perchè il lieto fine atteso è in realtà nascosto in tutto il romanzo. Non nel perbenismo nel quale spesso noi Occidentali ci arrocchiamo, bensì nel modificarsi dei due protagonisti, donna e uomo, ebrea e musulmano, uniti nella ricostruzione di un Paese in pace.

Nadia

Per un assaggio del libro clicca il seguente link:

http://scrignoletterario.it/node/866

Dell'odio, dell'amore e della speranza

Si chiamano Juliette e Rhamul, lei giornalista francese di origine ebraica, lui palestinese politicamente vicino ai gruppi più oltranzisti. Come Giulietta e Romeo anche loro vivono una storia d'amore drammatica e contrastata. Ma il sentimento, in questo bel romanzo della premiata ditta Falcone-Costantini, è solo una delle mille sfaccettature di una storia che racconta prima di tutto la difficoltà a convivere di due popoli che sono nemici da sempre, il rifiuto del dialogo, la scelta della violenza come soluzione finale. Nei giorni del lungo assedio di Ramallah deciso da Ariel Sharon nel 2002, Juliette e Rhamul cercano ciascuno la propria verità, senza accorgersi che per capire davvero è necessario aprire completamente il cuore, superare la sordità di convinzioni ataviche, dimenticando il bagalio di dolore che i due popoli portano quotidianamente sulle spalle. Senza dare spazio alle ragioni del sangue che portano inevitabilmente alla guerra senza quartiere e senza fine.
Un libro che, nel consueto stile vibrante e coinvolgente, racconta dell'odio, dell'amore, della speranza.

Carla
http://www.carlacasazza.com

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