scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La danzatriche dalle gambe fini" di Teodoro Ricci

di Teodoro Ricci

Un giorno mi trovai a passeggiare per le strade puzzolenti di pioggia della mia città. C'è chi ama rifugiarsi nei guardi e nella complicità di una montagna; chi si raccoglie in casa propria in musiche new age ed altri che mettono su l'i-pod, una tuta, e vanno a perdere i propri pensieri passo dopo passo in una salutare corsetta.
Molte sono le cose che si fanno per stare bene, io amo camminare e
vivere ogni minima goccia vitale che si respiri.
Quel giorno attraversai dei quartieri nei quali non avevo mai solcato il passo. Di fronte ad un garage, dei ragazzini ne fecero una porta, nel solito riempir di calci un pallone. Da un cortile limitrofo una timida musica classica si faceva spazio fra gli schiamazzi di un goal o di un'azione dubbia. La curiosità s'impossessò del mio futuro prossimo. Da un lettore cd portatile, le note di Chopin venivano diffuse nelle orecchie di quattro piccole scolarette dagli occhi di ammirazione, verso il centro. Nel mezzo una ragazzina volteggiava su quelle sonorità intime, frapponendosi agli occhi lucidi delle amichette. Sinuosa contorceva quelle gambe sottili avvolte da un panta-jazz chiaro. Sorrideva, compiacendosi del suo fluttuare armonioso e leggiadro, assecondando le note come una foglia d'autunno
ai capricci del vento. La madre di quello splendido cigno danzante s'affacciò d'improvviso dal balcone, sbraitando come un'ossessa. Fermò quell'incanto danzante al pari di un cucchiaio sbattuto ripetutamente su di una pentola. Una parte di lei forse vorrebbe crederle, ma prevalse l'altra, più concreta e razionale, ridicolizzandola di fronte alle compagne e gettandola in lacrime,facendola correre via in casa, in preda alla vergogna. Frédéric Chopin continuava ad intersecar note che d'un tratto si fecero tristi, come degna descrizione di una poesia che al suo apice si trova priva di parole...
Afonia disarmante che veniva rotta solo dai suoni di un pianto.
Com'è triste non aver l'appoggio di chi ti vuole bene.
Basito ho ripreso a camminare, ma negli occhi non riuscivo a lavare l'offesa di quelle gambe fini, dalle diamantate lacrime che
brillavano su gote di speranza...

Chopin

Un quadro delicato e soffuso di tenerezza. Mentre le note di Chopin sembravano aleggiare per l’aria, ho visto la graziosa ballerina sollevarsi sulle esili gambe e volare nell’infinito splendore della sua adolescenza, nel mondo incantato della sua fantasia. Poche volte un racconto così breve e aggraziato mi ha fatto “vedere” la scena descritta, poche volte mi sono così immedesimato in un racconto, da desiderare di essere lì, sul posto, accanto al garage degli improvvisati giocatori, per gustarmi quel balletto spontaneo e leggiadro, ispirato da una musica così sublime come solo le note di Chopin sanno fare.

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