scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"BABILONIA" di Raffaele Serafini

di Raffaele SerafiniSi parlava di uno scrigno, di un mese, novembre, e di un anniversario, il terzo, finalmente.
E si parlava di parole. Parole possibili o sperate, temute o mescolate. Smembrate in lettere per comporre lettere, messaggi, profezie.
Gelindo spegne il computer staccando la spina, come fa sempre. Suo figlio gli ha detto mille volte di non farlo, che si rovina, ma lui non se lo ricorda qual è il modo giusto, e non ha il coraggio di chiederlo ancora.
È già stato fin troppo gentile a comprarglielo.
«Sei famoso, ormai», gli aveva detto ridendo. Poi, gli aveva insegnato come cercare quel che accade nel mondo e le notizie sullo scrigno.

…è attualmente adagiato nella nicchia di pietra originaria. Per l’intero mese di novembre, una task force internazionale monitorerà la teca in cui è custodito. Dodici telecamere e una serie di microfoni sensibilissimi ne coglieranno ogni minima…

Il trillo del telefono si mescola agli scricchiolii delle sue articolazioni e al monotono blaterare del telegiornale. Gelindo, in quei giorni, ne sta leggendo troppe di parole. Le immagina come le schiume di una cascata. Vortici, mulinelli e spruzzi che migrano, frusciando, da un gorgo all’altro, con un linguaggio che non è mai lo stesso.
«Al ge par te» gli bisbiglia Iolanda soffocando la cornetta nel grembiule, mentre un mestolo si dibatte nell’altra mano.
Gelindo le fa un gesto, come se scacciasse una mosca, e se ne va in cucina, sedendosi e cominciando a mangiare la mollica del pane.
È stufo di domande, di ripetere come l’ha trovato e ciò che ha sentito.
La gente vuole dare un significato a tutto.
E non solo alle parole, ma anche ai segni intarsiati sui fianchi, all’abbraccio del metallo, liscio e brillante, che preme contro il legno. Persino al coperchio, irregolare e senza alcuna traccia di serrature.
Eppure lo scrigno, anche quando tace, continua a parlare con miliardi di voci e centinaia di lingue.

…studioso riconosciuto a livello mondiale, ritiene di aver isolato una sequenza di risultati di senso compiuto, che variano in un range di 312 combinazioni. Si è detto sicuro di poter restringere ancora il campo inserendo nel programma alcune lingue minoritarie di origine…

I nuovi profeti sono i linguisti, questo Gelindo l’ha capito.
Mentre Iolanda gli riempie il piatto di minestrone, lui indugia sul giornale, piegato in quattro per far posto al gatto, nella parte di tavolo non apparecchiata. A ogni anniversario qualcuno lo intervista e riporta le stesse parole. Quelle che lui ha sentito per primo, immerso nel fruscio del bosco.
«Tira via cumò» gli intima sua moglie.
«Ce roba?» le risponde lui «Il gjat o il gjornâl?» aggiunge continuando a leggere, con gli occhiali sulla punta del naso.
Iolanda non fa in tempo a ribattere, perché suonano alla porta e va ad aprire.
Gelindo si accorge di come ogni parola venga confrontata e misurata. Di come venga scelta, preferendola alle altre come l’inverno grazia l’ultima foglia del ramo.
Sprimacciare, cupidigia, riverbero, immemore, gocciare, nuocere, obliare…
Lui di certe non ne conosce nemmeno il significato.
A lui, lo scrigno, aveva parlato in dialetto.

…sostengono invece come non vadano sottovalutate le lingue morte. Nel gruppo di ascoltatori scelti che sarà operativo dal giorno di Ognissanti vi saranno anche alcuni parlanti degli idiomi estinti più conosciuti, come il greco e il latino. Da mesi si preparano…

Quando sua moglie torna a sedersi, dopo aver liquidato un altro giornalista, lui sta mangiando.
Ha letto che un mastodontico congegno per la risonanza magnetica ha scandagliato l’intera montagna, in cerca di una qualunque roccia che possa contenere una magia come quella che ha trovato.
Si ricorda ancora quando lo avevano descritto come un prescelto. Ma uno come lui, con quella parlata ruvida e quel viso aspro, sempre stranito di fronte alle telecamere, non poteva certo piacere al mondo, e così era diventato solo un ritrovatore, un fortunato a cui si doveva la trascrizione delle prime parole.

…nel frattempo sono stati resi noti gli esiti dell’ultima sofisticata analisi scientifica, che ha confermato la datazione della roccia in cui lo scrigno era contenuto, risalente al periodo paleolitico, mentre l’analisi sul legno e sulle tecniche di lavorazione del metallo…

Iolanda sposta il gatto dal tavolo, per prendere il telecomando, e comincia a cambiar canale, cercando qualcosa che non parli dello scrigno.
È quasi impossibile. Ormai è un virus, una babilonia che ha infettato tutte le lingue.
Traducono ogni cosa, sempre, chiedendosi quale possa essere il codice della verità.
Ogni interpretazione sembra migliorare la precedente e introdurre la successiva.

…ma se l’esistenza dello scrigno conferma le ipotesi sulla presenza di una civiltà avanzata, diffusa millenni prima dell’homo sapiens, resta intatto il mistero riguardo al congegno capace di comunicare attraverso una tale molteplicità di codici linguistici in modo simultaneo…

Gelindo comincia a sparecchiare, Iolanda si arrende a un canale qualsiasi, dove attendono il verificarsi dell’evento.
Se al primo anno è apparso ovvio l’errore, durante il secondo si è incolpata la cabala.
Il terzo è l’anno buono, dicono tutti, e a partire dalla mezzanotte ogni occhio si sarebbe puntato sullo scrigno chiuso.

…esperti garantiscono il ritorno delle parole. Per tre anni lo scrigno ha parlato, dopo la sua scoperta, per altri tre ha taciuto, senza che alcuna modifica fosse intervenuta nella sua composizione chimica, meccanica…

Fra pochi minuti è novembre.
Gelindo si è seduto in poltrona, con la borsa dell’acqua calda in grembo; Iolanda ha appoggiato i ferri e il gomitolo nella cesta, il gatto è tornato a dormire sul tavolo.
Miliardi di orecchie sono pronte, come sabbia che attende l’onda.
Tutti aspettano.
È l’ora.
È il terzo anniversario da quando hanno aperto lo scrigno, e non ha parlato più.

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Babilonia

Andrea
Un buon inizio per un racconto di fantascienza stile anni '50 o '60... quel genere di Sf resa famosa da Urania, quando ancora una storia doveva funzionare senza l'ausilio di tanti "effetti speciali".
Mi piacerebbe conoscerne l'eventuale sviluppo.

Babilonia

Si sono d'accordo fantascienza alla Sturgeon quotidianità rurale e presenza aliena, magica o di alta tecnologia, un accostamento che per me è irresistibile...

Quanto all'autore di Babilonia

Mi sono permessa di cancellare il messaggio che c'era qui prima poichè rivelava il nome dell'autore di questo racconto. Pregherei a tutti coloro che conoscono gli autori di non nominarli nei commenti ai loro racconti e agli autori, qualora volessero rispondere, di inviare all'indirizzo della redazione la loro risposta che sarà prontamente pubblicata da me.

Per la redazione
Nadia

Echi del margine

Fino a qualche tempo fa lo Scrigno echeggiava di commenti, discussioni, pullulava di leprotti, gabbiani, lepri marzoline, Quid ed altri soggetti, c'era un clangore come di una grande battaglia tra elfi ed orchi... poi tutto ad un tratto pace, soffusi commenti sui racconti del concorso, l'ordine regna nella Scrigno... ma dal margine qualcosa di disordinato sta arrivando...

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