scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il morbo" di Maurizio Verduchi

di Maurizio Verduchi

Si parlava di uno scrigno, di un mese, novembre, e di un anniversario il terzo la prima volta che apparve l‘ombra; lì per lì avevamo dato la colpa al lambrusco ed invece era l‘inizio di una storia, la più incredibile che potessimo immaginare.
Parlavano di uno scrigno, di un mese, Novembre, e di un anniversario, il terzo.
Ero lì nascosto nel condotto dell’areazione; potevo sentirli ma non vederli. C’erano donne tra loro lo capivo chiaramente. In quel momento però avevo i miei problemi e la mia attenzione era concentrata su come muovere il mio braccio destro e come non farmi prendere dalle guardie del Duca Nero. Non ci fossero state donne avrei pensato che fossero monaci; parlavano con voce bassa e distinguevo la parola libro, forse avrei potuto affidarlo a loro ma come? Piansi, imprecai e pregai e poi la magia mi aiutò ancora….

Eravamo insieme, quelli che potevano esserci, e stavamo preparando l’incontro per il terzo anniversario de “La confraternita del Libro Antico”. Usare quel nome sulla rete era un modo ironico di coltivare a nostra passione per il ballo, nessuno di noi avrebbe mai rinunciato ad una serata in discoteca per un libro, anche se quella sera eravamo presi da un manuale di liscio, volevamo strabiliare al concorso che ci sarebbe stato allo Scrigno, la nuova discoteca. Mentre studiavamo i passi pensavamo anche a qualcosa di particolare per l’anniversario ma non ci veniva in mente nulla di più di una pizza tutti i nsieme. Mentre pensavamo ed Enrico faceva lo scemo proponendo un convegno su “La semiotica del tango” tra i tavoli neri e le sedie gialle del Barracuda Bar apparve …la nebbia?!?
La parete del condotto iniziò a sbiadire e mi apparve l’immagine del gruppo di persone che sentivo in un ambiente assolutamente strano; sentii che la pressione sul braccio non c’era più e decisi: lanciai il grande libro verso quegli strani personaggi, lì gli uomini del Duca Francis di OMOPNIOP non l’avrebbe trovato.
Dalla strana nebbia apparve un grande volume retto, ci sembrò, da una mano guantata; poi un tonfo, il volume cadde a terra, la mano rimase nel territorio delle impressioni, la nebbia sparì e tutto tornò come prima,,, quasi come prima, ci rimaneva lì il grande volume con copertina in cuoio e ferro con impresso a fuoco uno…. Scrigno! L’immagine era circondata da sette pietre dure di sette colori…. Un’allucinazione o una risposta sarcastica ai nostri dubbi organizzativi da parte del dio dei libri?
Continuavo a vederli, attoniti, attorno al grande libro mentre ormai libero cavalcavo verso la libertà, gran cosa la magia; giunsi ai margini della foresta e infilai al galoppo il nostro rifugio, apparentemente una parete rocciosa, senza incanti ingannevoli l’ingresso della grande grotta, base e rifugio degli stregoni ribelli del movimento “Corpo libero”; giunsi al cospetto dello Stregone Supremo, mi inchinai e declamai: “E’ fatta! Il mortifero strumento del Duca Nero è stato trasferito in un’altra dimensione, non potrà essere riprodotto. Siamo salvi! Non potrà più minare la libertà della nostra gente” Lo Strego Supremo mi guardò e mi chiese:”Naturalmente hai avvisato gli uomini dell’altra dimensione del pericolo del Libro…” “In realtà non ho avuto tempo, ero braccato e se mi avessero preso gli sgherri del Duca avrebbero avuto di nuovo il Libro e poi è impossibile che lo attivino” Lo Stregone mi guardò severo: “Improbabile forse ma non impossibile; quello strumento nefasto a volte sembra avere vita e volontà proprie; noi ormai possiamo osservare e non intervenire, pregare gli dei che siano benigni con gli uomini dell’altra dimensione” Mi sentii per un po’ in colpa ma poi, consapevole dell’impresa compiuta e del prestigio che mi dava, mi drizzai innanzi allo Stregone e quasi urlai: “E’ grazie a me che ora il nostro popolo può dedicarsi alla lotta, alla caccia, alla pesca, alla falconeria e perché no alla guerra anziché sottoporsi alle pratiche umilianti che voleva il Duca. Senza la magia del Libro questo è e noi possiamo godere dei nostri corpi come è giusto che sia e non ridurci a ombre di uomini pallidi, emaciati e privi di ogni energia!” “Ciò che dici è il cuore della nostra lotta e tutti ti saremo riconoscenti di quello che hai fatto. Nondimeno - aggiunse lo Stregone - sono in ansia per gli uomini e donne dell’altra dimensione”
Avevamo poggiato il Libro su uno dei tavoli più grandi del bar che riusciva a malapena a sorregerlo senza contenerlo; Nadia, la più curiosa, lo aprì e vedemmo i caratteri di una lingua e una scrittura assolutamente ignota; erano diversi da qualsiasi cosa che avessimo mai visto; è vero non eravamo degli intellettuali anzi ma nell’era della grande rete è facile di tanto in tanto si vedono scritte in cinese, arabo, giapponese e quant’altro ma nessuno aveva mai visto niente di simile. Alessandro forse il più sensato di noi, chiuse di colpo il grande volume “Ragazzi non so a voi ma a me questo coso fa paura; pensate a come è arrivato qua”. “Guarda che bello - disse Claudia - e che meraviglia quelle pietre sembrano illuminarsi; sentite facciamo un gioco, sono sette pietre, noi siamo sette, mettiamo le mani ognuno su una pietra ed esprimiamo un desiderio” Le mani si appoggiarono e la luce si diffuse….
“L’hanno fatto! Ora il contagio è certo” disse lo Stregone
“Mi sento strana - disse Nadia – non ho più tutta questa voglia di ballare. Ho una gran voglia di leggere..” “Anche io” dissero gli altri all’unisono. “E se creiamo un gruppo di lettura?” Disse Alessandro “Chiamiamolo Scrigno Letterario” disse Nadia.
In un castello di un’altra dimensione il Duca Nero osservava e rideva, rideva ….

___________________________________________________________________________
Vota qui il racconto per il Primo Concorso Letterario di Scrigno

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com