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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Frank Spada - Marlowe ti amo. Una storia in sette giorni

All'inizio non ci si fa caso: si comincia a leggere Marlowe ti amo tutto d'un fiato. come è giusto che avvenga per un buon giallo, che cattura, avvince, spinge a divorare le pagine per raggiungere il finale. Ma via via che i capitoli scorrono, diviene chiaro che non si tratta di un semplice romanzo giallo. Anzi forse il genere è solo un pretesto per dire altro.
Così, una volta arrivati all'ultima pagina, lo si riprende in mano e non ci si fa più incantare dall'atmosfera americana anni '50, dal detective sgualcito in conflitto costante col suo doppio, impegnato in un indagine che pare roba da niente e invece è la punta di un iceberg, affettuosamente sollecito con ma' e rispettoso ascoltatore dei consigli che pa' gli impartisce dall'aldilà. E mentre ti lasci incantare da una scrittura elegante e senza sbavature che gioca col lettore attraverso pirotecniche metafore, capisci che l'essenza di questo libro è tutta nel titolo. perché Marlowe ti amo si presenta come un giallo ma in realtà è una dichiarazione d'amore: alla letteratura, a Raymond Chandler, a Joseph Conrad, al jazz e alla vita, bella o brutta che sia.

Carla Casazza

Per l'assaggio clicca sul link: http://scrignoletterario.it/node/981

Magnifico!

Bello, veramente bello questo libro di Frank Spada!
L'ho letteralmente divorato! La scrittura è magnifica, superba ed elegante, sintetica ma piena di metafore e significati nascosti, mai noiosa, e talmente intrigante che mi ha risucchiato nella storia, ambientata negli anni cinquanta in California.
HO seguito il detective Marlowe, immaginandolo come un affascinante e rude Humprey Bogart, con sigaro e liquore, con la musica jazz in sottofondo e quella voce calda e profonda degna di un uomo affascinante. Non c'è che dire, Frank Spada è riuscito a farmi amare il personaggio e le atomosfere, a sorprendermi e stupirmi, complice una scrittura di ottima qualità!
Grazie Frank!

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

di Miriam Mastrovito

Dal sito: http://www.everba.net/gocce/index.php?option=com_k2&view=item&id=69:marl...

“Aria calda dal mare e folate grigie nel cielo. Schiena umidiccia e pantaloni appiccicati guido la mia vecchia Olds lungo Bel Air” (pag. 7). E’ così, con un nitido fotogramma, che Frank Spada ci introduce nelle atmosfere della California degli anni cinquanta. Alla guida il detective Marlowe diretto a un appuntamento con Angela G., la donna dagli occhi di smeraldo che lo ha appena ingaggiato perché ritrovi la figliastra fuggita da casa in seguito alla morte del padre in un incidente aereo. Un incarico all’apparenza semplice, per un investigatore navigato come lui. Ma che comincerà a complicarsi quando un misterioso uomo in carrozzella tenterà di assumerlo per proteggere la stessa ragazza.

Le indagini si snodano rapide ma, tra rivelazioni e colpi di scena, a conquistare e incuriosire il lettore è soprattutto la figura di Marlowe. Detective sopra le righe, a volte fatica a distinguere la verità perché distratto dagli occhi deboli del suo doppio. A spronarlo è la sua smisurata curiosità che non manca di procurargli guai ma che, per lui, è sinonimo stesso di vita.

Solitario, spesso appare cinico e dà l’impressione di osservare tutto con distacco, salvo poi lasciar trasparire un cuore tenero quando tra una sosta e l’altra al bancone del Minnie’s si concede una visita a Mà. Ironici, e in alcuni casi toccanti, i dialoghi interiori con il suo alter ego e il suo Pà che di frequente si inseriscono nella narrazione arricchendola di una tenue sfumatura surreale.

Un noir intrigante che conquista per la sua trama essenziale quanto ben congegnata, ma il cui maggior punto di forza è rintracciabile nelle ottime capacità narrative dell’autore.

Le immagini si susseguono vivide, supportate da un costante sottofondo jazz, regalando suggestioni paragonabili a quelle di un buon film in bianco e nero.

Miriam Mastrovito

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Resta il fatto

Grazie Nadia, Claudia, Miriam... http://www.robinedizioni.it/marlowe-ti-amo e ai tanti amici/amiche si aNobii http://www.anobii.com/books/Marlowe_ti_amo/9788873715603/014b7412f190a75... - il resto sono chiacchiere.

L'età

L'età che avanza distillando gocce di memoria, o interferenze deduttive non casuali, e dimenticavo di ringraziare Leila Mascano che ora si occupa di moda...

Di corsa

e di pari passo con l'età che certamente avanza - eccome se avanza! - sarà perché lo amano... fatto sta Marlowe ti amo ora è anche in formato ebook e a metà prezzo, naturalmente!
http://www.ebookizzati.com/shop/index.php/it/shop

L'età avanza

Ho una zia molto spiritosa, che è stata bellissima e che continua ad essere una bella signora. Ma quello che più conta,è che ha conservato lo spirito della gioventù,cosa che è possibile con un pizzico di fortuna, se le circostanze e la salute lo permettono, beninteso. Questa zia un giorno affermò di essere molto più giovane di me: Infatti, disse, lo era da molto più tempo.

Psss...Dove siete?

Quante ragnatele! che succede a Scrigno? Parlo e torna l'eco... dove sieteeeee

Sono qui

Sì, sono qui: e voi dove siete? Tu, gabbiano Maurizio, sei volato chissà dove, e ti si sente pochissimo. E ti chiedi dove siamo noi...

Gabbiani dispersi

Trascinato al vento del Nord mi sono perso a lungo; ritornato al nido/scrigno l'ho trovato deserto e ho lanciato stridii sommessi che per un gabbiano è vero self control. A presto Madame Leila

self control

Qualche volta giova perderlo il self-control, e tuffarsi nelle acque azzurre del Mediterraneo, ma non come il protagonista di Blu, beninteso!

Primavera

Bella idea il tuffo nel Mediterraneo ma..... posso aspettare primavera?

La primavera è lontana

Ho capito, sei un gabbiano pigro e freddoloso. Sei sicuro poi di essere un gabbiano? Questi sono atteggiamenti più da rondine. Qui, nei pressi di casa mia, c'è una colonia di pappagalli. Sembra d'essere nella giungla. Sfrecciano in nuvole coloratissime, sono chiassosi, vivaci, felici. Invidio la loro capacità di adattamento, che è proporzionale alla capacità di sopravvivenza. Certo, sopravvivere magari in situazioni impervie si può, ma felici! Quando li vedo svolazzare tra i rami in giornate gelide, perfino con qualche spruzzata di neve, sono intenerita dal loro affaccendarsi festoso. Del resto tutto cambia, qui i gabbiani si sono fatti cittadini, fanno il nido sui tetti come le cicogne, ne vedi a centinaia sulle rive del Tevere, ma anche sulle ringhiere dei ponti. Il Mediterraneo? Manco ci pensano più...ma tu, comunque, non lo perdere di vista.

Adattamenti

Ho un cugino gabbiano che vive ormai in una discarica dalle parti di Napoli; ha dimenticato il Mediterraneo, che pure è lì a un battito o due di ali, ed è felice perché non fatica granché. Tra l'altro adesso si è messo in testa di essere una star perché dalle sue parti c'è un sacco di gente vociante e con cartelli (fans pensa lui che é ignorante come una folaga e non sa leggere) e poi radio, tv, giornali... mi dà del provinciale perché ancora, seppur ben coperto, pesco in mare. Dice, pensa un pò, che puzzo di pesce!?! è proprio vero, tutto è relativo. Io da bravo gabbiano provinciale, quando mi capita di essere gabbiano, mi alzo in volo, punto i monti (si fa per dire) Sabatini proseguo verso occidente e mi tuffo nel blu (anche se con le piume termiche) finché sarà blu.

Anticipatore

Il cugino gabbiano è un anticipatore, nel senso che tra poco vivremo tutti in un'immensa discarica a cielo aperto, ed è davvero un delitto contro la vita e contro il nostro meraviglioso pianeta. Un tempo l'Italia era il giardino d'Europa, e non c' erano luoghi paragonabili per grazia e bellezza a quell'orrido hinterland napoletano che ci sgomenta, e che fu considerato uno scrigno di meraviglie paesaggistiche dai Borboni, che pure di bellezze naturali se ne intendevano, non fosse altro che per la passione smodata per la caccia. Restano alcune perle che dobbiamo difendere, e tanta gente desiderosa di cambiare volto a una realtà degradata. Permettimi di aggiungere come invito a quelli che mi leggono che la bellezza della reggia di Caserta compete con quella di Versailles, e racchiude capolavori d'incomparabile bellezza.Vale la pena davvero di andarci, ci opere che il Louvre e il museo del Prado ci invidiano,in una reggia piena di fascino e maestosità.
Quando tuo cugino non ne può più di fare il gabbiano da discarica, è lì che vola, in quel parco meraviglioso tra statue e fontane.

Ora capisco!!

Ecco dove andava quando si lustrava le piume! Grazie a te l'ho costretto a confessare. Abbiamo seguito il tuo Consiglio (notare la maiuscola) e insieme siamo andati per musei e palazzi. Il problema è che la Reggia è meravigliosa ma arrivando a volo d'uccello (e come sennò?) i dintorni lo sono meno a differenza degli altri siti europei. Questa cosa a choccato mio cugino che è diventato un gabbiano riciclone. Ogni giorno pulisce un metro quadrato di costa. Poco? Beh non vuole distruggere l'immagine del gabbiano napoletano per motivi turistici ma sta passando parola e se tutti i gabbiani lo ascoltano anche a un metro a becco......

Miracoli.

Pensavo che per fare i miracoli ci volessero creature celesti. Ma non c'è bisogno di scomodare gli angeli, visto che ci sono i gabbiani...e del resto tutt'e due hanno le ali.

Il Gabbiano Angelicato

Siamo felici di aver dato una nuova immagine di noi gabbiani; sia chiaro, restiamo quello che siamo, chiassosi, aggressivi e non precisamente i più raffinati tra gli uccelli ma siamo pur sempre creature dell'aria e tra un pasto facile in discarica ed un tuffo incerto nel blu puntiamo sul secondo anche perché alla fine rischiamo che il blu diventi discarica ma difficilmente la discarica diventa blu; se ci diventa l'istinto gabbianesco dice di volare molto molto lontano da lì

Ahimé

Ahimé se diventano blu le mozzarelle ci sono ottime probabilità che diventino blu anche le discariche.L'istinto gabbianesco dice bene a tuo cugino...A proposito, i gabbiani mediterranei sono più piccoli, talvolta chiazzati di nero: quelli atlantici sono grandi e bianchi, ne ho visti dondolarsi a centinaia sulle acque acciaio di La Rochelle, e levarsi in volo tutti insieme, davvero impressionante.

La Rochelle

Che ci faceva Madame Leila a La Rochelle? Forse seguiva la Maupin? O forse la precedeva? D'altra parte per arrivarci in volo ci metto un bel pò, sono un gabbiano piccolo io; un giorno il vento mi ha spinto verso l'interno e sono arrivato sopra uno zaffiro incastonato tra smeraldi (va bene un lago tra montagne verdi); un gioiello da Scrigno. E' cosi che sono diventato un gabbiano d'acqua dolce. D'altra parte i persici sono ottimi, gli svassi affabili e le folaghe....le folaghe sono pettegole ma ci si abitua. Si mormora che nei boschi ci siano dei leprotti...ma questa è un'altra storia

Curioso

La Rochelle è un posto incantevole, cui è legato il ricordo di un piccolo ristorante sul lungomare, nell'ora in cui si accendono le prime luci. Era un locale in un villino liberty, sulla cui terrazza fiorita erano pochi tavolini eleganti, un pianoforte e una coppia in abito da sera che ballava. C'era una straordinaria magia in quella musica, i ballerini erano bravissimi e sembravano venuti fuori da un'altra epoca. Avrei voluto fermarmi a cenare lì, invece andammo chissà perché altrove, in un posto carissimo e chiassoso. Mi è rimasta la nostalgia di quell'appuntamento mancato, anche perché di sicuro a La Rochelle non tornerò mai più. I leprotti invece si fermarono nel locale liberty, mangiarono benissimo e ballarono così bene che il proprietario volle offrire loro la cena. La Maupin era lontanissima, e così il futuro. Bastava il presente.

A chi?

A tutti voi, cari amici, ma soprattutto a “Chi segue anche solo da lontano la letteratura contemporanea… “ segnalo che all’ Auditorium Parco Della Musica – Roma – nell’ambito della Rassegna “Vi racconto un romanzo” – lunedì 11 aprile 2011, alle h 21, il prof. FRANZ HAAS introdurrà la lettura di L’Uomo senza Qualità di Robert Musil.

€ 1,49

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