scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il decalogo del perfetto scrittore" pag. 2

Regola n.5

Lo svolgimento
Ebbene sì, ho usato la parola “svolgimento”, la stessa che si usa(va) nei famigerati temi in classe.
Dunque, abbiamo un buon inizio, abbiamo dei personaggi, anche se appena abbozzati, ora
dobbiamo mettere insieme le cose e scrivere un testo che abbia qualche senso.
Ma che sia anche interesante.
In fondo la professoressa che leggeva i nostri temi era pagata per farlo, i lettori sono loro che pagano. Quindi le storie che scriveremo dovranno essere piacevoli da leggere e catturare il lettore riga dopo riga, pagina dopo pagina.
Ci sono alcuni trucchi che, se usati con parsimonia possono stimolare l'interesse di chi legge, ad esempio la frase “...non sapeva che quel giorno sarebbe stato ricordato, negli anni a venire, per i fatti eccezionali che si verificarono.” Messa all'inizio di un racconto stimola la curiosità e invoglia a
proseguire la lettura.
Ma non bisogna barare.
I fatti descritti successivamente dovranno essere davvero eccezionali. Troppo spesso capita di leggere tutta la storia e concludere con: “Beh, tutto qui?”
In questo caso avete chiuso, quel lettore eviterà come la peste tutte le cose scritte da voi.
Evitate periodi troppo lunghi ed elaborati, state scrivendo un racconto, mica un libro di filosofia.
Per verificare se i vostri periodi sono esagerati provate a leggerli ad alta voce (quando sarete famosi potrebbe capitarvi di farlo a pagamento, se vi piace fare la scimmia ammaestrata).
Se rimanete senza fiato a metà, ebbene sì, dovete togliere qualcosa.

Regola n.6

Non spendete tutto
Non scrivete fino ad essere stanchi, smettete sempre quando sapete quello che succederà dopo.
(Questo consiglio lo trovate in “Festa Mobile” di Ernest Hemigway).
A meno che non stiate scrivendo un racconto molto breve, dovrete per forza interrompervi ad un certo punto.
In questo caso prendete degli appunti sui fatti salienti che seguiranno e chiudete il quaderno,
deponete la penna, spegnete il computer (prima salvate quello che avete scritto!), insomma fermatevi.
Dedicatevi a ciò che vi dà da vivere, andate a spasso, dormite, fate quello che vi pare, ma non pensate al racconto che state scrivendo.
Senza che ve ne rendiate conto la storia andrà avanti da sola e voi non dovrete far altro che metterla su carta quando riprenderete a scrivere.

Regola n.7

Non aspettate troppo a ricominciare
Dipende dal tempo che avete da dedicare allo scrivere, ma l'ideale sarebbe farlo tutti i giorni, anche se solo per un'ora.
Se passa troppo tempo c'è il rischio di trovarsi in altre faccende affaccendati e non finire più...
Al momento di ricominciare rileggete tutto quello che avrete scritto fino ad allora, se si tratta di un racconto breve, altrimenti rileggete gli ultimi capitoli.
In questo modo rientrerete nell'atmosfera della storia e nel frattempo correggerete gli inevitabili errori.

Regola n.8

Scrivete quanto vi pare.
Questa non è una vera regola perché ognuno di noi è diverso, c'è chi dopo un'ora si annoia e non sa più che inventarsi e c'è chi, come faceva Moravia, scrive per otto ore al giorno tutti i giorni.
Fate come volete, ma non pensate che scrivere molto equivalga a scrivere bene.
Se si scrive una buona pagina al giorno si può scrivere un libro di 365 buone pagine all'anno. Mica male, no?

Regola n.9

Trovate un posto tranquillo
In soffitta, sul divano, stesi su un'amaca, sul tavolo della cucina oppure seduti alla vostra scrivania.
Trovate un posto dove nessuno vi disturbi.
Mettete, se vi piace, una musica di sottofondo che già conoscete, e staccate il telefono.

Regola n.10

Dimenticatevi il libro
Dopo aver scritto una storia mettetela da parte per un certo periodo, fino a dimenticarvene quasi.
Può essere un mese o due, dipende da quanto è buona la vostra memoria, a me bastano venti giorni,
ma io dimentico pure gli assassini dei gialli e ciò non è del tutto negativo. Così posso rileggermeli.
Pensate ad altre cose nel frattempo, scrivete altre storie se ne avete da scrivere, leggete qualche libro, fate un viaggio, lavorate.
Quando sarà il momento riprendete la vostra storia e cominciate a leggerla.
Se sarà una bella storia resterete sorpresi di averla scritta proprio voi.
D'altra parte rimarrete sorpresi anche se sarà una schifezza.
E qui bisogna proprio che ve lo dica.
Dovete saper riconoscere le schifezze quando le vedete. Anche se le avete scritte voi.
E' vero che per ogni madre il proprio figlio è il più bello del mondo, ma voi volete fare gli scrittori, non potete permettervi questo lusso.
Non prendetevi in giro e se avrete dei “figli” brutti gettateli nel camino.

Regola n.11

Tutto è bene quel che finisce bene.
Il finale non è mai quello che avevamo immaginato.
Nel corso della storia si trasforma e quella che ci era sembrata una conclusione sorprendente si rivela una banalità.
Sarebbe bello poter sempre trovare un finale a sorpresa, ma ormai le sorprese più belle le hanno già usate gli altri, quindi se non avete un finale davvero inatteso evitate di ripetere cose che vi sembrano originali solo perché non ricordate dove le avete lette.
Ci sarà sempre qualcuno che se lo ricorderà nel momento meno opportuno, quando per esempio vi state vantando con una ragazza che vi interessa.
Comunque, quale che sia il finale che troverete, ricordate di farlo in modo che sia adatto al resto della storia. Non fate venire il problema per forza, come si faceva a scuola.
Non prendete in giro i lettori.
Si arrabbiano moltissimo.

Suggerimenti rimasti per ultimi.
1. Accettate di buon grado di modificare parte dei vostri racconti, mica avete scritto la Bibbia,
ma fatelo voi personalmente.
2. Non offendetevi per le critiche, anche se sono malevole, se si decide di pubblicare bisogna
accettare il giudizio degli altri.
3. Non cercate scuse. Se il lettore non capisce è perché VOI vi siete spiegati male.
4. Non spiegate a posteriori il significato della vostra storia, sarebbe come spiegare una
barzelletta raccontata male.
5. Leggete molto.
6. Correggete ma non troppo. Il difficile sarà capire quando è troppo.
7. Non leggete ad altri, né fate leggere i vostri scritti prima di averli finiti e corretti. Altrimenti
non li finirete più.
Basterà un commento, positivo o negativo, ad influenzare lo sviluppo della vostra storia,
anche se non vorrete.
Aspettate almeno di finire un capitolo prima di darlo in lettura a qualcuno di cui vi fidate.
Ma non dite mai come andrà a finire la storia. Probabilmente la cambierete, ma dicendolo a
qualcuno già vi ponete un vincolo.
8. Non copiate, tanto prima o poi vi scoprono.

Suggerimenti di testi da leggere:
“Festa Mobile” Di Ernest Hemingway
“On Writing” Di Stephen King (esiste l'edizione in italiano, con lo stesso titolo)
“Le meraviglie del possibile” Antologia della Fantascienza. Vol. 1 (contiene racconti come
“Sentinella” di Fredrick Brown con il suo indimenticabile finale a sorpresa e il bellissimo “Fiori per
Algernon” di Daniel Keyes).

Usare il cestino

Le prime righe di questo saggio di Francesco mi sono sembrate un tantino presuntuose, eppure...
Eppure il mio maestro di fotografia (Max Spinolo,che cito volentieri perchè se lo merita)diceva che di un rullino(c'erano ancora i rullini!)da 32 pose se ne doveva salvare solo tre! Il resto, anche se discreto, doveva finire inesorabilmente nel cestino.E così ho iniziato a fare,con dispiacere anche perchè le diapositive costano,poco ma costano. Certo dispiace buttare via una cosa che hai fatto tu, è tua e ne sei orgoglioso, ma se il prodotto non è buono ti dimentichi,prima o poi, di averlo prodotto e allora tanto vale cestinarlo subito. Lo stesso dicasi per i dischi di musica: tra la mia modesta collezione posso annoverare capolavori come The dark side of the Moon, e cagate pazzesche come Zenyatta Mondatta dei Police, che non mi hanno ritirato neanche al mercato dell'usato! Ma anche nel campo della pittura esistono capolavori e croste tremende.
Quindi se un libro o un racconto non valgono nulla perchè salvarli? Le librerie sono piene di carta buona solo per essere riciclata.Tenere sempre il cestino a portata di mano e avere il coraggio di usarlo!
Però, caro Francesco che ti abbiamo cuccato come riciclatore di regali, non regalare ai tuoi nipoti libri spazzatura, così facendo, se già non amano leggere, in questo modo gli scapperà proprio la voglia.

Stefano

Mah

Gettare un libro? Io non mi sognerei mai di gettare via l’ultimo dei libri. La scrittura tanto vituperata da Platone e da lui stesso tanto abbondantemente usata, è alla base della conoscenza e della trasmissione delle idee. E chi decide se un libro è bello o brutto in assoluto? Oggi che si è dimostrato che neanche il tempo e lo spazio sono assoluti, si può sentenziare su uno scritto addirittura in modo così radicale da gettarlo via, da bruciarlo? Io amo i miei libri. Tutti. E tutti mi hanno dato qualcosa. Ho la casa foderata di libri e mi piace sentirne il profumo, assaporare la magia che è al loro interno, anche quando sono scritti male, anche se sono scritti in prima persona perché comunque è un modo di dialogare, di dividere con altri le proprie esperienze e le proprie conoscenze. Cosa sono i libri se non la materializzazione delle idee? Cos’è il dialogo in prima persona se non una proiezione cartacea degli elaborati del proprio centro di Broca, dei propri neuroni specchio, in altri termini delle ultime, più preziose conquiste dell’evoluzione? Credete voi veramente che i concorsi col primo, secondo, terzo classificato o i premi Strega, i premi Campiello classifichino uno scrittore in ordine alla sua bravura? Nel mio libro, Lettere a un’amica, che molto probabilmente nessuno di voi leggerà, descrivo appunto la mia inesperienza giovanile quando bocciavo filosofi non confacenti (allora) alla mia indole e ai miei gusti. Guarda caso, quei libri che avrei bruciato allora, scritti magari in latino o in greco antico e tradotti con lo sforzo del liceale, oggi sono le cose più preziose che posseggo. E i libri di fisica, la chimica, la meccanica quantistica, la relatività di Einstein che sempre nel mio modesto saggio, cerco di rendere facilmente accessibili ai non addetti ai lavori, oggi mi appassionano al punto tale che non Stephen King ma Stephen Hawking, il famoso astrofisico è al primo posto tra i miei scrittori preferiti, seguito da Bentrand Russell, il celeberrimo matematico e filosofo. I gusti cambiano per la lettura come per la musica . Io adoro Chopin, Debussy, Beethoven mentre non riesco ad ascoltare Wagner ma non per questo getto via i suoi dischi. Chi mi garantisce che non riesca domani ad apprezzarlo come oggi apprezzo Leibniz, Hume, Locke che una volta detestavo? E quei raccontini che scrittori improvvisati pubblicano in siti meno sofisticati di questo, magari con ingenui errori sintattici o addirittura grammaticali, sono veramente da gettare? Io vi attingo comunque sapienza e conoscenza e semmai contesto la Bibbia sopra citata,un libro che si vorrebbe trascendente e addirittura dettato da Dio ma che è molto interessante proprio perché fotografa i tempi, l’immanente periodo evolutivo che proietta su chi volesse leggerla fornito del necessario criticismo. Chi ha voglia di scrivere, lo faccia senza curarsi di decaloghi e regole di alcun genere. Questo il mio parere che vale per quello che vale, ma che dovevo esprimere secondo l’insegnamento del grande Voltaire.

Di bruciare i libri, non ci

Di bruciare i libri, non ci penso proprio; già c'è stato chi in passato lo ha fatto e non perchè si trattasse di spazzatura. Così come non cestinerò i romanzi di Hemingway che mi hanno molto deluso. Sono del parere che i libri parlino: quando entro in biblioteca o in libreria, mi pare di udire mille voci che chiedono di essere ascoltate e vorrei avere la capacità, il tempo, la voglia, di ascoltarle tutte e subito.
Tuttavia resto del parere che sia meglio cestinare prima di pubblicare. Forse chi non fa parte della redazione non sa che qualcosa di ciò che è pubblicato in questo sito lo è solo dopo severe critiche e discussioni; a qualcuno è stato chiesto di rivedere e correggere il proprio scritto; qualcosa è stato rispedito al mittente perchè completamente sgrammaticato, senza maiuscole, accenti,virgole e altro. Forse chi lo ha scritto e inviato pensava che qualcun altro lo correggesse al posto suo o forse a scuola non ha avuto prof. che abbiano insegnato bene che dopo lo svolgimento del tema bisogna rileggerlo e correggerlo! e se ci sono siti che pubblicano così, beh! peggio per la loro immagine, io sono orgoglioso che in questo sito non ce ne siano; qualcosa non è stato pubblicato perchè rivoltante, parlava di m...; qualcosa non è stato pubblicato perchè senza senso o scritto in maniera non chiara.
Beh! Io non mi pento di avere affidato alle cure del cestino certo materiale.
Stefano

Vuoi mettere!

Concordo con Stefano, eppur mi chiedo se è meglio gettarsi in un cestino al suono di un assolo o da una finestra lasciando lo strumento a terra - certo, se poi passa di lì qualcuno con in mano uno strumento medico, per diagnosticare che i fatti della vita sono altri, beh, Francesco, avverto meglio l'importanza di un decalogo!

"Nella mia lunga e

"Nella mia lunga e avventurosa vita ho conosciuto tante persone, ho consumato ettolitri di benziana,
letto centinaia di libri e decine di racconti. E a questo proposito devo riconoscere che molti di quei
libri valevano meno della carta sulla quale erano stampati."

più che semiseri questi suggerimenti sono da ridere....

anch'io ho letto "centinaia di libri e decine di racconti" ma credo sia un numero molto esiguo per poter, seppur in modo semiserio, parlare da un pulpito e dire come dove cosa e quando scrivere...

ho avuto la fortuna di conoscere persone dalla vita avventurosa, a cui auguro che sia anche lunga, che di cose né avrebberò davvero da dire e da scrivere...

: )

Rivelazione

Esistono i lettori, che meraviglia! Quindi chi scrive... no, non tutti, solo chi ha fortuna.

Criticare e divertente, e facile, per fortuna.

Francesco Pomponio
www.francescopomponio.it

Può darsi che i miei commenti siano da ridere, ma almeno si ride, e già è qualcosa.
Se lei ne ha di migliori ce lo faccia sapere, io li leggerò attentamente, senza ridere.
Poi ognuno può pensarla come vuole, mica penso di aver scritto la Bibbia.
Purtroppo oggi siete tutti grandi artisti e nessuno ha bisogno di suggerimenti nè tanto meno di consigli.
Ma conoscere le persone dalla vita avventurosa non basta, mi dispiace per lei. La capacità di scrivere non è contagiosa.
E comunque parecchi si sono sentiti toccati da queste poche "regole", probabilmente sono fra quelli che infestano le scrivanie degli sditori con polpettoni illeggibili e che piacciono solo a loro che li hanno partoriti.

A me questi suggerimenti hanno fatto comodo e senza voler insegnare niente a nessuno, pemsavo di condividerli scherzandoci un po' sopra.
Ma purtroppo leggere tanti libri non è sufficiente ad imparare un po' d'ironia, nè a saper leggere fra le righe.
Pazienza, cercherò di sopravvivere al dolore, d'altronde neanche mi pagano :-) (bastano le faccine oppure lo devo scrivere chiaro e tondo che quest'ultima frase è scherzosa? Non si sa mai.)

Francesco

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com