scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"A Fabrizio (De Andrè)" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Prati di fiordalisi e papaveri rossi.
Giacigli d'amore e di morte.
Puttane redente e anime perse.
Preghiere, ballate, canzoni.
Carezze sulle corde tese
di una chitarra complice.
Cielo è il fumo della sigaretta.
Ho provato a cantare i Tuoi versi,
ma le labbra restano ferme,
la malinconia è nel cuore.
Perché,
non verranno più canzoni nuove.

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