scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Maurizio Verduchi

"La seconda occasione" pag. 2

Volo lungo la stradina di montagna che di solito faccio con passo tranquillo, entro sulla strada principale e mi avvio a razzo verso casa; è strano come una mattinata di pensieri rilassati si tramuti in un concentrato di ansia e emozione; che caspita ci faceva lassù uno scrigno e di quell’epoca, giusto, di quale epoca sarà? Devo arrivare a casa e vedere inutile continuare a farsi domanda.

"La seconda occasione" pag. 1

Mi chiedo come sia possibile che sia successo. Ora che sono qua sul mio soppalco ad ascoltare musica irlandese davanti al mio pc in una fredda domenica di ottobre, quello che è successo negli ultimi due giorni della mia vita sembra meno reale di quello che c’è scritto nei libri qui al mio fianco eppure è accaduto.

"La seconda occasione" di Maurizio Verduchi

di Maurizio Verduchi

"Il morbo" di Maurizio Verduchi

di Maurizio Verduchi

Si parlava di uno scrigno, di un mese, novembre, e di un anniversario il terzo la prima volta che apparve l‘ombra; lì per lì avevamo dato la colpa al lambrusco ed invece era l‘inizio di una storia, la più incredibile che potessimo immaginare.
Parlavano di uno scrigno, di un mese, Novembre, e di un anniversario, il terzo.

"la Fuga" pag.3

Messaggi

"La Fuga" pag.2

Babbo Natale (1)

"la Fuga" pag.1

Preludio

"La fuga" di Maurizio Verduchi

di Maurizio Verduchi

C'era una volta...

di Maurizio
una favola in onore di scrigno, per il suo compleanno.

C'era una volta, in un punto non meglio determinato di una pianura, tra laghi e fiumi ma non proprio lì, una donnina piccina ma non picciò.Ora dovete sapere che magari a prima e a volte anche a seconda vista, la donnina non faceva un grande effetto, d'altra parte era piccina seppur non picciò. La cosa la rendeva triste e quindi fece il suo fagottino piccino e partì verso sud cercando di capire perchè non potesse fare un grande effetto. Cammina, cammina arrivò da un saggio, non grande e neanche tanto saggio, che viveva su una montagna che però era poco più di una collina. La donnina chiese al saggio: "Saggio ma non troppo, perchè non faccio un grande effetto?" e il saggio disse:"Perchè sei piccina anche se non picciò ma questo lo sai già. Chiediti invece grande o piccolo che cambia? ciò che conta è l'effetto e tu fai un effetto bello, piccino ma non picciò. Ti dirò un'altra cosa, cerca tra i greggi di parole...avrai la tua soluzione" La donnina piccina ma non picciò rimase perplessa e se ne ritornò presso il suo punto indefinito pensando" Piccino e non grande ma effetto. Greggi di parole...ma dove sono?" Mentre passava il grande fiume capì...ritornò di corsa alla sua casina piccina ma non picciò e si tuffò nei libri coi loro greggi macchè greggi, mandrie, fiumane di parole e capì che grande medio piccolo o piccolissimo è sempre lo stesso, sono sempre parole, segni che descrivono ciò che è e non ce ne una più importante dell'altra. Poi prese quelle più sue e le mise in piccolo SCRIGNO. Così da quella sera la donnina piccina ma non picciò sbirciava le sue parole preferite e si addormentava felice.

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