di Marco Giuffrida
Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.
di Marco Giuffrida
Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.
di Marco Giuffrida
Farina, a spianare rughe di facce già grigie.
Visi di gomma.
Tamburi e danze, per nuovi esorcismi alle Morti,
che passano distratte,
avvolte in cupi mantelli,
e il loro ghigno stampato.
di Marco Giuffrida
L’improbabile pentagramma,
i fili dell’alta tensione,
è il trampolino delle rondini:
Note musicali sonore e svolazzanti
sul foglio del cielo.
E’ lo spartito d’addio
d’una estate incerta,
che chiude il suo ciclo,
col carico di nuvole gonfie:
Lo si sfoglia e si legge volentieri, questo libro. Anzi, è anche bello saltare da una pagina all’altra per poi tornare a leggere per approfondire, per sentirsi vibrare dentro, le parole di ogni verso.
Scrittura semplice, fluida ma sempre intensa, profonda e, soprattutto, coinvolgente
di Marco Giuffrida
(A Marcello)
Solo messaggi vuoti.
E dal tuo incedere incerto
il segno di una vita chiusa dentro a un cerchio.
Dal disgregarsi dei pensieri,
solo un turbinio di parole oscure
e l’irrefrenabile moto delle dita
alla ricerca vana di tutto e nulla.
di Marco Giuffrida
Per udire il lamento antico delle rocce
ho lasciato che Silenzio e Infinito
si spandessero nel cuore.
Ho guardato ai boschi radi,
stremati dalla fatica d’Essere ancora.
Ho vissuto la Tundra brulla,
attento alla Vita nascosta,
fra un fuggire d’ombre e lame di luci.
Mi sono abbandonato all’Infinito,
di Marco Giuffrida
Il profumo dei fiori
non copre l'odore di Morte.
Il silenzio,
trascina le urla delle anime ferite.
E le senti accanto.
Antichi dolori e fresche commozioni,
camminano assieme, impaurite,
nei cortili roventi.
L'asfalto non ha cancellato il sangue.
Puoi capire i luoghi e i momenti.
di Marco Giuffrida
Già dalla terra ferma,
I gabbiani, ti seguono, in volo, fino alla laguna.
E ti accompagnano con il loro pianto infinito.
Il salmastro è nel treno,
Quando ti accorgi d'essere giunto.
E sai del mare.
Subito ti prende la folla,
Che ti spinge, fra Calli e Campielli.
Poi, all'improvviso, non sai come, solo.
Paesi arroccati.
Perle di pietra smarrite in vetta ai monti.
Uomini e donne.
Lampi d'occhi neri.
Uomini, donne.
Lampi d'occhi azzurri.
Valli deserte, torrenti secchi.
Polvere e lame di luci.
Teschi di pietra.
Anime fuggite dalle rocce scavate.
Macchie verdi fra i licheni gialli.
Braccia tese d'ulivi,
a raccogliere pioggia e sole.
Sassi strappati ai sassi,
Mi chiamo Marco Giuffrida, sono nato a Messina il 30 novembre 1942. Dal 1957, prima a Belluno, poi a Vicenza, vivo in Veneto. Studi tecnici ma amante della lettura e del prendere nota, in diverso modo e con diversa forma, delle mie esperienze, delle mie emozioni.
Di queste note, ne ho raccolte una sessantina che, semplicemente, chiamo "Appunti".
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