di Dino Licci
(tratto da “Lettere ad un’amica” di Dino Licci)
di Dino Licci
di Dino Licci
Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
Tra croci e preci e monaci impietosi
Curasti gli ammalati tra i lamenti
Dissero ch’eri strega quei potenti!
Torturata, straziata e condannata ,
di Dino Licci
Ho aperto la finestra
nella notte d’inverno.
Ho aperto la finestra
ed è comparso il cielo.
E come fosse preso
da un bisogno d’affetto,
ha invaso la mia casa
portandole tepore.
E’ entrata una farfalla
nella notte d’inverno.
Piccola e silenziosa,
si è messa a volteggiare!
E’ entrata una farfalla
di Dino Licci

Con la testa di paglia e un gran cappello,
M’hanno lasciato solo in mezzo al grano.
Il vento già mi sferza tutto il volto
Volteggia molto in alto un gran gabbiano!
Devo tener lontani gli uccelletti
Che rubano le spighe: son guardiano
la psicanalisi è una scienza?
LA FINE DEL SOGNO
Chopin, bianco fantasma, mi trovava
Insonne ai suoi notturni ed albeggiava.
E tu correvi la mia mano tesa
Danzavi le mie dita nell' attesa!
Le note s'infuriavano d'amore
E tu
correvi
E mi prendevi il cuore!
Oggi Ciajkoskj l'animo mi strazia
Osvaldo (Dino) Licci nasce in Uggiano la Chiesa il 1° Agosto 1943 e
consegue nel 1961 il diploma di maturità classica presso
l’Istituto Capace della città di Maglie;
si trasferisce a Roma dove frequenta con ottimi risultati
tre anni della facoltà di medicina e Chirurgia ma, affascinato
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