Lo si sfoglia e si legge volentieri, questo libro. Anzi, è anche bello saltare da una pagina all’altra per poi tornare a leggere per approfondire, per sentirsi vibrare dentro, le parole di ogni verso.
Scrittura semplice, fluida ma sempre intensa, profonda e, soprattutto, coinvolgente
Il labrador Prince - mentre attende che un veterinario gli somministri l’iniezione letale - rievoca la sua storia e narra in prima persona i motivi che lo hanno spinto a tradire “Il patto dei labrador”.
Remo “rema” contro tutto: il lavoro che lo opprime e lo vuole spingere ad imbrogliare i clienti; la sua famiglia troppo ordinaria che non capisce il suo desiderio di essere diverso dalla massa e lo mette a confronto con il fratello maggiore perfetto, affermato e con una famiglia di saldi principi; la sua ragazza, Lara,

Un romanzo d’esordio coi fiocchi, ambientato in un dopoguerra realistico ed impreziosito dall’uso del dialetto (comprensibile anche per chi, come me, ne è digiuno).
Bello questo libro, per le tematiche che affronta, ancora molto attuali. Ma oggi non avremmo il coraggio di Jeja Pecoea anche se credo che basti la ribellione di uno per provocare un'eco assordante in tutti gli Italiani. Il problema è che quell'uno, non si è ancora stancato abbastanza.
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