Ho utilizzato il tag "favola" per questo romanzo perchè è raccontato in maniera bislacca, una favola dietro l'altra. In fondo, il protagonista è un favoliere.
Ho utilizzato il tag "favola" per questo romanzo perchè è raccontato in maniera bislacca, una favola dietro l'altra. In fondo, il protagonista è un favoliere.
Copio/incollo questa meravigliosa notizia che riguarda la nostra carissima BARBARA BOLZAN che è al secondo posto tra i selezionati nella selezione "Romanzo":
Leggendo “Ipotesi di viaggio” mi sono ritrovata a pensare ad un grande puzzle. L'autrice conosceva l'immagine d'insieme ma l'ha ridotta in numerosi pezzi per poi ricomporla in modo concentrico.
Troppo spesso dimentichiamo che anche l'uomo è un animale e questo porta a pensarci come essere differenti, più intelligenti, con un'anima e, di conseguenza, migliori degli altri esseri viventi. Proprio perchè superiori, abusiamo del più debole, del diverso, come è sempre stato fatto anche tra noi stessi.
L'uomo è l'unico animale che uccide la sua stessa razza. Purchè l'altro sia più debole, indifeso o presunto tale.
Il saggio di Leonardo Caffo ci aiuta a comprendere quali sono le possibilità di un radicale cambiamento non tanto tendente a tutelare l'animale quanto a riportarlo alla sua originale condizione di essere vivente. Come lo siamo noi.
Per poter parlare meglio di questo saggio ho scelto l'aiuto del suo autore attraverso delle domande alle quali si è dimostrato disponibile a rispondere direttamente sul sito. Ovviamente chiunque abbia letto il saggio o ne sia incuriosito potrà inviare domande cliccando su: Aggiungi un commento.
Ringrazio anticipatamente Leonardo e inizio con la prima domanda:
-Perchè, secondo te, l'uomo dalla caccia nella preistoria è passato all'allevamento dell'animale a scopo di cibarsene? O, come dici tu nel libro, l'animale esce dalle vite dell'uomo come animale e rientra come un oggetto? E' cattiveria la nostra? Egoismo? Economia?
Dopo l'apprezzata raccolta di racconti, Pracanica pubblica ancora con Edizione Creativa il suo primo romanzo: "The big".
Se sei una donna, la prima cosa che pensi appena inizi a leggere "In ricordo di noi" è che il mondo di Alice, la protagonista, appartiene un po’ anche a te.
Le prese la mano stringendogliela forte. Immaginava il dolore che provava nel sentire quella melodia, nell'allontanarsi dal luogo che per anni era stata la sua casa e dove aveva pensato di trascorrere il resto della sua vita. Il suo sogno, tutti gli insegnamenti che aveva faticosamente appreso in quegli anni era racchiuso là e lei l'aveva perso, per sempre forse. Attese qualche istante, rispettandone la sofferenza, il bisogno di piangere, ma il pericolo che incombeva su loro lo costrinse a distorglierla dai suoi pensieri e le mise nelle mani le briglie che aveva abbandonato, facendole segno di riprendere il cammino. << Dobbiamo andare, Fahryon>>, mormorò dolcemente baciandola.
Fahryon sobbalzò, come se l'avesse colpita con uno schiaffo e lo fissò turbata e perplessa. Si sfregò nervosamente la fronte, socchiudendo sfinita le palpebre. Poi, in silenzio lo seguì, voltandosi ancora una volta: fra il velo di lacrime che le annebbiava la vista, intavide la sagoma rosa del Santuario e nella sua mente udì risuonare una voce.
<< Apri la tua mente e il tuo cuore: insieme percorreremo questo cammino>>.
recensione al link: http://scrignoletterario.it/node/1136
In un mondo in cui gli esseri umani hanno imparato a convivere con il Suono Sacro e a governare il potere dell'Armonia, Fahryon, neofita dell'ordine dell'Uroburo, e Uszrany, nobile cavaliere del Grifo, devono lottare per la loro salvezza e quella dell'umanità tutta, evitando che la Malia del nobile Mazdraan trionfi. Ma non tutto è come appare e “colui che può attraversare il ponte” dovrà dimostrare al mondo che l'esatto equilibrio del Suono Sacro sta esattamente nel centro.
Un fantasy incentrato totalmente su suono ed armonia, in cui le parole sembrano note che scivolino come melodia sulla pagina, accompagnando il lettore in una piacevole avventura mai noiosa, resa realistica dalla poliedricità dei personaggi, tratteggiati in tutte le sfaccettature che un essere umano deve avere: il bianco ed il nero. Quasi fosse un immagine in tre dimensioni, in grado di portarci al loro fianco nella narrazione. L'evoluzione dei personaggi avviene nel corso di tutta la storia, caratteristica che l'autrice attribuisce anche ai personaggi secondari, regalandoci una rosa di caratteri straordinari, mai banali. Da segnalare particolarmente il personaggio del nobile Mazdraan, “cattivo” atipico ed affascinante che rappresenta ciò che, anche al giorno d'oggi, dovrebbe essere considerato sbagliato: tradimento, corruzione e nessun rispetto per gli altri esseri umani.
Un vero plauso va infine all'autrice per la stupenda e correttissima scrittura e per essere riuscita a scrivere un fantasy che vi terrà incollati alle pagine, col fiato sospeso sino all'ultima parola.
Per un assaggio del libro clicca sul seguente link:
http://scrignoletterario.it/node/1138
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