di Marco Giuffrida
Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.
di Marco Giuffrida
Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.
di Giuliana Barontini
Queste tre poesie, insieme, ne formano una quarta, con il messaggio finale in corsivo. Per questo le abbiamo riunite.
QUESTO NOSTRO CIELO!
Lo guardo, è "vivo" sopra di me
nel suo grigiore invernale
Ogni tanto una lamina di azzurro
leggera ,quasi invisibile
scrive veloce, su quella pagina
di Marco Giuffrida
Farina, a spianare rughe di facce già grigie.
Visi di gomma.
Tamburi e danze, per nuovi esorcismi alle Morti,
che passano distratte,
avvolte in cupi mantelli,
e il loro ghigno stampato.
di Marco Giuffrida
L’improbabile pentagramma,
i fili dell’alta tensione,
è il trampolino delle rondini:
Note musicali sonore e svolazzanti
sul foglio del cielo.
E’ lo spartito d’addio
d’una estate incerta,
che chiude il suo ciclo,
col carico di nuvole gonfie:
di Dino Licci
Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
Tra croci e preci e monaci impietosi
Curasti gli ammalati tra i lamenti
Dissero ch’eri strega quei potenti!
Torturata, straziata e condannata ,
di Dino Licci
Ho aperto la finestra
nella notte d’inverno.
Ho aperto la finestra
ed è comparso il cielo.
E come fosse preso
da un bisogno d’affetto,
ha invaso la mia casa
portandole tepore.
E’ entrata una farfalla
nella notte d’inverno.
Piccola e silenziosa,
si è messa a volteggiare!
E’ entrata una farfalla

Con la testa di paglia e un gran cappello,
M’hanno lasciato solo in mezzo al grano.
Il vento già mi sferza tutto il volto
Volteggia molto in alto un gran gabbiano!
Devo tener lontani gli uccelletti
Che rubano le spighe: son guardiano
LA FINE DEL SOGNO
Chopin, bianco fantasma, mi trovava
Insonne ai suoi notturni ed albeggiava.
E tu correvi la mia mano tesa
Danzavi le mie dita nell' attesa!
Le note s'infuriavano d'amore
E tu
correvi
E mi prendevi il cuore!
Oggi Ciajkoskj l'animo mi strazia
di Marco Giuffrida
(A Marcello)
Solo messaggi vuoti.
E dal tuo incedere incerto
il segno di una vita chiusa dentro a un cerchio.
Dal disgregarsi dei pensieri,
solo un turbinio di parole oscure
e l’irrefrenabile moto delle dita
alla ricerca vana di tutto e nulla.
di Marco Giuffrida
Per udire il lamento antico delle rocce
ho lasciato che Silenzio e Infinito
si spandessero nel cuore.
Ho guardato ai boschi radi,
stremati dalla fatica d’Essere ancora.
Ho vissuto la Tundra brulla,
attento alla Vita nascosta,
fra un fuggire d’ombre e lame di luci.
Mi sono abbandonato all’Infinito,
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