di Dino Licci
Vi siete mai chiesti come abbiano fatto gli scienziati a individuare in 13,7 miliardi di anni fa la nascita dell’Universo e come sia avvenuto il Big Bang?
di Dino Licci
Vi siete mai chiesti come abbiano fatto gli scienziati a individuare in 13,7 miliardi di anni fa la nascita dell’Universo e come sia avvenuto il Big Bang?
di Dino Licci
Io ormai da decenni ho il vizio di appuntare, a mio uso e consumo, avvenimenti storici, dottrine filosofiche, teorie scientifiche e quant’altro colpisca la mia attenzione, in brevi saggi, racconti o tele, che riassumano quanto vado ogni giorno apprendendo. Così facendo, posso attingere a questi strani appunti che intasano la mia soffitta e il mio computer, rispolverando saltuariamente la mia memoria e, con essa, le mie antiche emozioni. Oggi, mettendo ordine tra le vecchie tele, ho trovato un quadro di notevoli dimensioni che dovrò pur finire una buona volta. Anzi credo che vi metterò mano proprio in questi giorni. Sulla tela le silhouette di sue notissimi personaggi: Rousseau e Voltaire che si guardano quasi in cagnesco. Eppure essi favorirono entrambi l’ importante evento della rivoluzione francese, che trasform& ograve; il suddito in cittadino, entrando, i due grandi, nel novero di quei filosofi che sono il simbolo dell’illuminismo francese.
Voltaire snello, elegante, sguardo pungete come le sue parole, abituato a frequentare i migliori salotti della nobiltà del tempo, finì col somigliare anche fisicamente ai sovrani cui si accompagnava. Federico II di Prussia, il Salomone del Nord, che lo ospitò per ben tre anni, si beava della sua compagnia ma aveva quasi lo stesso carattere graffiante, la stessa sete di sapere, la stessa maliziosa spregiudicatezza e arguzia tanto che i due finirono per litigare e Voltaire, dopo un ennesimo sgarbo, dovette fuggire dal suo mecenate. Ma nei salotti bene si trovava proprio a suo agio ed è da questi “pulpiti” che lanciava le sue pungenti missive. Mai, mai, si sarebbe trovato bene tra la folla, tra gli straccioni, i derelitti, i diversi.
Tutto il contrario di Rousseau, faccia rubiconda ma untuosa, sensuale, occhi chiari, indefinibili, labbra carnose, l’immagine della lussuria, se così si può dire. E proprio nella folla Rousseau trovava il suo ambiente naturale, tra gli straccioni e gli scontenti e da qui lanciava le sue invettive contro i potenti che lo temevano e lo detestavano. Rousseau non avrebbe mai frequentato i salotti bene:
di Dino Licci
(tratto da “Lettere ad un’amica” di Dino Licci)
la psicanalisi è una scienza?
“Perché, buon Dio, mi sono sposata?“
( Gustave Flaubert – Madame Bovary )

Il letto
(Henry de Toulouse-Lautrec)
Neolatino a chi?....andiamoci piano con gli insulti.
(Breve excursus senza pretese nella letteratura spagnola pre-Cervantes)
di Alessio Pracanica
Prefazione
Dovrei, per questo libro già vecchio, scrivere una nuova prefazione. Confesso di non averne affatto voglia. Avrei un bel provar mici: finirei certamente col volerlo giustificare per quel che era e per reinscriverlo, nella misura del possibile, nell’oggi. Possibile o no, abile o no, non sarebbe onesto.
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