scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

assaggi

"Residui solidi" di Walter Tripi

Lo osservo: le sue mani che si muovono lente ma sicure, come se in quattordici anni avesse già capito tutto, sapesse tutto ciò di cui si ha bisogno per poter morire. Smonta le mie scale una per una, rimaneggia totalmente i miei tris. Io non li vedo neanche ma lui è contento, è soddisfatto della propria scaltrezza che lo sta per abbandonare: sembra non pensarci neanche.

"La vita non dura un quarto d'ora" di William A. Prada

… E infatti te ne andasti così, in meno di dieci minuti netti, durante la mattina di un quasi pomeriggio alle dodici.

E un quarto.

"Il superlativo assoluto" di Gianpaolo Rugarli

«C'è un altro aspetto essenziale», disse il professor Sorge e parve che un'altra volta le avesse letto nei pensieri. «Si tratta dei personaggi che non sono e non possono essere marionette manovrate con i fili. I personaggi hanno un'anima, devono possedere un'anima. Tutto quello che fanno e che dicono non è casuale, corrisponde a una logica stringente.

Fabrizio Chiesura - Erano i giorni dei capelli lunghi

Sono passati degli anni, pieni di lotta, e di quello che si usa chiamare la Vita. Tu dici: tutto il senso dei tempi favolosi in cui ogni cosa che vediamo sembra volerci parlare, se n'è andato da un pezzo. C'est la vie, questa è la vita: così era previsto, amico.

"I ragazzi di Villa Elma" di Giuseppe Pederiali

Anche se i coccodrilli non si vedevano, Carlo era sicuro che affollavano quella parte di fiume dove più fitte erano le erbe acquatiche. A guardar bene se ne poteva scorgere un muso spuntare tra due ninfee, e un dorso, scaglioso e crestato come quello di un dinosauro, affiorare al centro del corso d'acqua, confuso dalla nadrina.

"La voce invisibile del vento" di Clara Sànchez

Capitolo 1
JULIA
Uscirono da Madrid alle quattro del pomeriggio prendendo la A3 in direzione est. Julia
aveva trascorso la mattinata a fare le valigie, un'operazione che adesso, con Tito, era
diventata straordinariamente complicata. Da quando era nato, sei mesi prima, ogni passo
fuori di casa implicava portarsi dietro mille cianfrusaglie. E sembrava che il mondo si

"Lapsus" di Flavio Pagani

Dedicato a tutte le piccole donne
e i piccoli uomini veri che varcano code, semafori
e mari d'asfalto della realtà quotidiana,
senza pugnalare alle spalle,
armati solo della forza delle idee e degli ideali.

INTRODUZIONE

"Ipotesi di viaggio" di Silvia Obici

PARTE PRIMA

L’insegna del locale s’illuminava a intermittenza, in una serie di tre tempi. Prima la B, poi la A, poi la R, poi tutte insieme due volte. Poi di nuovo: prima la B, poi la A, poi la R.

"The big" di Alessio Pracanica

La pizza ai peperoni

Il ragazzo del pizza express eseguì una frenata perfetta, poi scaraventò la pizza contro il tizio sul marciapiede e se ne andò.
Nei pochi miserabili secondi che seguirono, il tizio sul marciapiede, riflettè brevemente sulle diverse ipotesi.

"In ricordo di noi" di Rossella Martielli

Aveva il fiatone quando arrivò di corsa in cima alla scalinata. Rise felice, pensando che stavolta era stata lei a seminarlo. Faceva caldissimo in quella bollente mattina di luglio, e sapeva che in giro non c’era nessuno perché erano tutti al mare.

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