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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

assaggi

"Un sogno di torta fritta e marzapane" di Beatrice Valsecchi

Sfranto, 5 Luglio 1982

In quell’era ancora non esistevano i cellulari e per telefonare alla nonna, rimasta in città, si andava al caffé, dove, avventurandosi con fiducia nel budello oscuro che era la saletta, si arrivava a una piccola cabina con un telefono a scatti. Si premeva l’interruttore della luce e ci si stipava dentro in due; la porta chiudendosi faceva un rumore come di risucchio e si creava un’atmosfera rarefatta, in cui l’ossigeno mancava molto prima che la cornetta desse il segnale della linea libera. Mi piaceva stare lì nella cabina illuminata, circondata dal buio, come i concorrenti del Rischiatutto, con la guancia premuta contro la pancia della mamma, tanto da uscire con l’arricciatura della gonna stampata in faccia. Sì, si portavano gonne arricciate e la 44 ancora non era una taglia da obese… sembra un millennio fa.

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"Cargo di cloni" di Piero Boi

PARTE I
CRONACHE PLANETARIE

Sta sognando, e piange di emozione, quell’ultimo dolcissimo Maithuna pomeridiano sulla
spiaggia del suo isolotto Lingua di Balena, quando un tonfo sordo e potente proietta Tuiavii
dall’amaca contro la parete metallica, poi sul pavimento di titanio. Benché stordito, corre al

"La gabbia criminale" di Alessandro Bastasi

Dicembre 1953

L’uomo è lì, fermo, immobile, con il cappotto grigio scuro e il cappello in testa, in piedi.
È come se nel cervello gli volassero sciami di mosche, un ronzio dentro la testa non gli permette di vedere, di capire che cosa sia successo.

"Prima che il Diavolo se ne accorga" di Jacopo C. Buranelli

Accadde di venerdì.
Non era passato molto tempo dalla vicenda del Colonnello e Giorgio Solari portava ancora i segni di quella brutta storia. Pareva un professore, seduto su quella panchina in piazza Leonardo da Vinci, davanti alla facoltà, e come sfondo il verde
impallidito dal cemento.
Era da solo, solo in tutta la piazza, probabilmente solo in tutta la zona e per un attimo gli vennero in mente le parole di Planet Caravan dei Black Sabbath.
A un tratto comparve lei, vestita come una vera donna. Collant, gonna, maglioncino e camicia bianca. I biondi capelli raccolti. Faceva insolitamente freddo per essere un pomeriggio d’estate a Milano. Nessuno dei due parlò.
Lei si sedette accanto a lui e si accese una sigaretta;
iniziò a fumare con naturalezza.
Tanti nomi le calzavano a pennello, ma nessuno come il suo: Adelaide.
Fu proprio lei a iniziare la conversazione.
«Sono arrivata oggi da Brighton. All’aeroporto non c’eri». Solari non rispose; non si sentiva affatto coinvolto da quel rimprovero.
Adelaide continuò: «Avrei potuto freddarti con un solo proiettile e lasciarti qui a morire».
Avrei e vorrei sono verbi terribilmente simili, pensò Solari.
Finita la sigaretta, la ragazza si alzò con grazia e voltò le spalle facendo per andarsene, ma Giorgio la fermò: «Aidi…»
Adelaide detta Aidi si limitò a interrompere il passo.
«Stasera voglio portarti al Four Season. Fatti trovare lì per le nove». «Mi basterà scendere qualche piano» rispose prima di scomparire nella desolazione della piazza.
Giorgio Solari, pallido e con ancora la prima barba del mattino, o forse l’ultima della sera, rimase seduto su quella panchina per circa due ore, finché il cielo non si fece viola.

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"Sentire che stai male mi toglie il respiro..." di Alessandra Galdiero

Citazione
I nemici vivono in casa, ci osservano, ci studiano, carpiscono le nostre debolezze e ce le puntano contro, fino a che siamo costretti a saltare dal grattacielo per non finire divorati dalle fiamme e per questo la nostra morte potrebbe quasi definirsi un suicidio...

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"Sulle ali delle aquile" di Ken Follet

Fino a quel momento, la vita era stata generosa con Ross Perot.
Il mattino del 28 dicembre 1978 era seduto al tavolo della colazione nella sua baita di montagna a Vail nel Colorado, e Holly, la cuoca, lo stava servendo.

"Il funerale della balena" di Gian Andrea Rolla

N.D.R. Per l'assaggio di questo libro abbiamo deciso di pubblicare due pezzi distinti che sono meravigliosi e che ben mettono il risalto il modo di scrivere di Rolla e danno un'idea del tipo di romanzo oltre che destare maggiore curiosità.
Ricordiamo che il romanzo è acquistabile solo sul sito della casa editrice a questo link:
http://casadeisognatori.splinder.com/post/22982644/e-siamo-a-12

"Humana Justitia" di Elisa Lodigiani

Ormai sono vecchio. Molto malato e vecchio. Non so quanto ancora mi resterà da vivere ma ogni giorno è un giorno in più. Il medico non ha avuto il coraggio di dirmelo apertamente ma l'ho capito dal suo sguardo.
"Sto morendo, vero dottore?", gli ho chiesto.
Ha abbassato gli occhi. E' così che i dottori fanno. Affrontano la morte ogni giorno, ed ogni giorno sembra sempre la prima volta.

"Schegge di fututo" di Nicola Roserba

Shawnee

“Guardavano il cielo, e ogni volta lui si sforzava di insegnarle i nomi delle stelle e delle costellazioni. Shawnee faceva finta di essere interessata, ma la cosa non durava mai molto, poi trovava sempre il modo di farlo tacere, e non sempre cambiando argomento.

"Per non aver commesso il fatto" di Michele Navarra

Prologo

Come aveva potuto essere così stupido da fidarsi?
Si capiva lontano un miglio che quell’appuntamento si sarebbe rivelato una maledetta, fottutissima, trappola.
Ci era cascato come un idiota qualsiasi. Proprio lui che non lo era mai stato.
Colpa dell’esca usata, altrimenti non si sarebbe nemmeno fatto vedere.

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