scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

assaggi

"La macchina del tempo esiste già" di Francesco Pomponio.

Il mare della Terra

Era la fine dell'estate, ma gli uccelli non volavano a sud.
Anzi, neanche c'erano uccelli in giro, e le uniche cose a volare nell'aria ventosa erano le nuvole grigie che percorrevano il cielo della grande pianura.

"Il talismano del potere" di Licia Troisi

Mi chiamo Sennar, e sono un mago. Nihal e io ci siamo conosciuti cinque anni fa, sulla terrazza di Salazar, città-torre della Terra del Vento, il giorno in cui le ho vinto un pugnale a duello. Lei aveva tredici anni, io quindici. Molte cose sono successe da allora.

"Nel vento e nella polvere" di Valeria Zangrandi

Capitolo 1

vo perchè è quasi sera e ti sto aspettando.
Ti scrivo per non sentire loro, hanno iniziato piano, come al solito, toni bassi che quasi non li senti, voci leggere – sussurri?
Camminano basse intorno ai miei piedi, non le vedo ma posso sentirle, anche se sono così sottili, così molli, posso sentirle, posso sentire tutto, le sento sempre... Le sento sempre...

"I neuroni della lettura" di Stanislas Dehaene

Se l'architettura del cervello influenza la maniera in cui leggiamo, dovremmo ritrovarne traccia nella storia comparata delle scritture. Di fatto, nonostante l'apparente diversità, tutte le scritture condividono molti aspetti simili che si spiegano nel modo in cui i neuroni della corteccia occipito-temporale rappresentano le informazioni visive.

"Lettere a un'amica" di Dino Licci

Non c’è uomo al mondo che non si sia interrogato sulla sua origine, sul suo destino, sul fine ultimo di questo suo misterioso divenire. Quando sulla terra apparve per la prima volta una molecola di DNA, cioè un composto chimico capace di autoduplicarsi, la grande avventura cominciò e le prime forme vitali si evolsero e complicarono sempre di più. Ma non fu una crescita facile.

"Marlowe ti amo. Una storia in sette giorni" di Frank Spada

1.

"Zia Mame" di Patrick Dennis

Trascorsi la mia prima estate a New York trotterellando dietro a mia zia Mame. Dal primo pomeriggio in avanti, cioè dopo la chiacchierata del mattino, la seguivo con discrezione quasi ovunque andasse - tè letterari, salotti, aperitivi. E sempre con il mio blocco sottobraccio.

"L'arte di correre" di Haruki Murakami

La regola vuole che un vero gentiluomo non parli delle sue ex fidanzate, nè delle tasse che paga. No, tutto falso. Scusatemi, me lo sono inventato in questo momento. Ma se uesta regola esistesse, forse imporrebbe anche di "non parlare di ciò che si fa per mantenersi in buona salute". Perchè un vero gentiluomo difficilmente in una conversazione si dilungherebbe su un argomento del genere.

"Petali di rose scarlatte" di Giuliana Barontini

TU GRIDA !

Se quello che vedi  ti fa male 
se come un bisturi ti apre l'anima
se il dolore 
ti trascina nel fondo
imperscrutabile dell'universo

 Tu grida!

Se le parole dette 
lette scritte 
sono iniezioni di veleno 
nel cuore Tu Grida.

"Il patto dei labrador" di Matt Haig

"Ai cani piace parlare.

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