scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

assaggi

"Lisa Verdi e il sole di Aresil" di M.P. Black

Libro ultimo della trilogia “La Signora degli Elfi”

Lisa si precipitò quindi in cantina e seppe di essere sola, in quanto non percepiva accanto a sé neppure la presenza dei Guardiani. Fece spallucce e afferrò tre bottiglie di plastica di Cola.

"Le nuvole non chiedono permesso" di Tito Barbini

Si possono percorrere milioni di Km. in una sola vita/ senza mai scalfire la superficie dei luoghi/ nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggiosta nel fermarsi ad ascoltare/ chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita/ camminando si conoscono le cose/ camminando si sanano le ferite del giorno prima.

"Ansia assassina" di Carlo Merzinger

- Mario?
- Cosa c’è?
- Sono le quattro.
- E sei ancora sveglia? – sbuffò il marito, parlando quasi nel sonno e rivoltandosi sul letto. Dormiva sopra il lenzuolo. La notte era calda. Una calda notte d’inizio estate. Ventotto gradi all’ombra della luna. La finestra era aperta e le pale del ventilatore giravano lente. Velocità 1. Giravano.

"La stirpe" di Barbara Risoli

- Siamo stati invitati ad atterrare – continuò apparentemente oscura.
Né Anthea né Rho sapevano nulla in merito e deglutirono temendo che fosse impazzita. Frettolosi giunsero alla sala guida, dove Uzar e Jean stavano controllando la situazione. Si erano assentati per poche ore e già era successo qualcosa?

"Il veleno del cuore" di Barbara Risoli

- Diverrò una suora – finalmente rivelò. No, non ce la fece a restare serio, tentò di trattenersi, ma lo sbuffo divertito che sfuggì dalle sue labbra diede via libera ad una grassa risata. Lei lo guatò delusa.

"Gocce di me fra cuore e anima" di Giuliana Barontini

ORE SOLE
Nel gelido crepuscolo
invernale
quando sfumano
le ore dell'attesa
in un triste
girotondo di illusioni
parlano

raccontano di amori
vissuti
consumati
frantumano cristalli
di silenzio.

Nelle lunghe
insonnie della notte
struggenti malinconie
insieme a
bagliori di speranze
indefinite

solcano rughe
che increspano il volto.

"Il volo della martora" di Mauro Corona

MIO NONNO
(da: Il volo della martora)

"L'ombra del bastone" di Mauro Corona

Mi chiamo Severino Corona detto Zino. Sono nato a Erto il 13 settembre 1879 e ho vissuto sempre in questa terra selvatica e ripida che non dà niente di buono solo fatica ma che a me mi piace tanto. Che sia una terra trista e senza Dio l’ho capito anni dopo quando sono andato a vendere robe di legno nel Friuli e ho conosciuto quelle pianure ricche di tutto e piene di bestiame.

"L'acchiapparatti di Tilos" di Francesco Barbi Pag. 1

PROLOGO

Il vecchio oste scrutò seccato il volto dell’amico prima di servirgli nuovamente da bere.
«Fattelo durare, perché questo è l’ultimo» disse a denti stretti, per non sovrastare i brusii che serpeggiavano nella locanda. Poi mise da parte il tono severo e aggiunse: «Ulvo, ma non ti passa mai per quella testaccia bacata che così ti rovini?»

"Femmina de Luxe" di Elisabetta Bucciarelli

Olga è vestita di velluto verde bottiglia. La sfila solo un po’ ai fianchi. Per il resto avvolge le sue forme e la rende oltremodo tonda, ma perfettamente semisferica in ogni curva. Non si può dire che porti male la sua ciccia, ma neanche che non ne abbia di troppo. Un boa tipo peluche rosa, le copre il collo e una mantella scura la protegge dal freddo.

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