scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Sfiorato da un angelo - Pag.1

In molti sostengono che a lungo andare, con il passare degli anni, si comincino a dimenticare molte cose e anche i ricordi più importanti comincino a svanire. A mio parere, però, le persone che dimenticano non hanno mai vissuto dei momenti davvero importanti perché, per essere veramente tali, dovrebbero essere portati seco fino alla fine.
Io, infatti, ricordo tutto quello che mi è successo con estrema chiarezza come se lo avessi vissuto soltanto due minuti e non quarant’anni fa. Anche volendo non potrei dimenticare, perché quei ricordi fanno parte della mia vita; quei ricordi sono la mia vita.
Tutto ebbe inizio in una fresca giornata d’aprile, un po’ troppo fresca per quella stagione. Il duemilaquattro fu un anno davvero indimenticabile per ciò che riguarda il clima e ad aprile il sole si stava davvero facendo desiderare. Piogge torrenziali accompagnate da neve e grandine troneggiavano in quel mese nel quale avremmo dovuto godere del sole e delle tipiche temperature miti della primavera.
Era una domenica di metà mese e ricordo che, come di consueto in quei giorni, Firenze era allagata da piogge torrenziali. Quel tempo mi deprimeva. Odiavo rimanere chiuso in casa senza poter far nulla, rimanendo davanti la finestra a guardare le voluminose gocce d’acqua che si infrangevano violentemente sul vetro, mentre la malinconia e la solitudine mi riempivano il cuore e l’anima. Era terribile essere soli. In quei momenti me ne rendevo davvero conto. Quando la pioggia batteva sui vetri facendomi vedere che era più viva di me. In quei momenti mi sentivo solo come non mai e avevo voglia di poter parlare con qualcuno che mi avrebbe capito e accettato per quel che ero davvero. Avevo voglia di mia madre.
La mattina di quella domenica una mia amica, mentre facevamo la fila per entrare al cinema a vedere Troy, mi aveva chiesto:
«Marco, cosa credi sia peggio, diventare ciechi o nascervi?».
Io le avevo risposto:
«Credo sia peggio diventarlo perché nascendoci non sai cosa ti perdi e non puoi dire che ti manca perché non hai mai provato quello che si sente nel veder volare una farfalla, il sorriso di un bambino o la bellezza del mondo».
Mentre guardavo quelle gocce scivolare lentamente, inesorabilmente sul vetro ormai appannato dal calore del mio respiro mi tornò in mente quella discussione. Cosa credevo che sarebbe stato peggio? Perdere i genitori o non averli mai conosciuti? La risposta era sempre la prima. Se non li avessi mai conosciuti non sapresti cosa sia il caldo abbraccio di una mamma o il sorriso orgoglioso di un padre e non potresti sentirne la mancanza.
Adirato con me stesso per quei pensieri mi alzai dalla mia postazione e mi andai a sedere davanti al computer. Non avevo una vera e propria passione per la tecnologia, però a volte, quando non avevo nulla da fare, non mi dispiaceva accenderlo e navigare un po’ in Internet. Mi serviva come distrazione più che altro.
Così, una volta acceso il mio poco usato computer, mi collegai ad Internet e cominciai ad andare in giro, in cerca di notizie e di un po’ di svago. Entrai in una chat, della quale non ricordo neanche più il nome, e cominciai a parlare con un po’ di gente.
Mi piaceva passare un po’ di tempo con persone alle quali non importava nulla di me o di quello che facevo nella vita, ma solo se mi piaceva divertirmi o meno. Conobbi quel giorno qualche ragazza, tutte fissate con lo shopping e le passeggiate con le amiche o il fidanzato. Ragazze che non avrebbero mai attirato la mia attenzione. Io preferivo altri generi, i cui obiettivi non fossero cambiare colore di rossetto ogni settimana o abbinare scarpe e borsa. Annoiato, mi ero quasi deciso a spegnere il pc e andarmi a rifugiare sotto le coperte cercando di lasciare fuori tutto il resto del mondo, quando una ragazza reclamò la mia attenzione scrivendomi.
“Ciao Marcus” Marcus era il mio nickname.
“Ciao Dark Angel” le scrissi: “Stavo per andar via”.
“Che peccato. Oggi qui da me c’è brutto tempo e speravo di trovare qualcuno d’interessante con il quale scambiare qualche parola” mi comparì sullo schermo.
Coincidenze.
“Mi sa che abbiamo avuto la stessa idea, ma non ho trovato nessuno di particolarmente interessante” le confidai.

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com