scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Neolatino a chi Pag.3

Altra forma letteraria del tempo (siamo sempre nel XII secolo) è il debate, o disputa…affine alla “tenzone” provenzale…un esempio è “La disputa del alma y del cuerpo” in cui il corpo e l’anima di un defunto si incolpano a vicenda dei suoi peccati…
La nascita del teatro non avviene diversamente dal resto d’Europa…sotto forma di teatro religioso.
La questione dell’influenza e della mescolanza tra cultura cristiana e musulmana, di cui abbiamo già parlato più sopra, viene evidenziata, a mio avviso dalla notevole influenza raggiunta dalla cosiddetta “Scuola dei traduttori di Toledo”…questa città, infatti, diventa sempre più centro di confluenza e convivenza di cristiani, ebrei e musulmani…vero crogiolo di queste culture, la scuola, che sia o no realmente esistita come topos, si pone all’avanguardia per la quantità e la qualità delle traduzioni…soprattutto delle opere arabe a tema scientifico e di quelle greche…ben prima di quanto fecero le abbazie benedettine nel resto d’Europa…
Dal XII al XV secolo:
Oltre al continuare della tradizione degli junglares, si assiste, in questo periodo, ad un intensificarsi della comparsa di debates e cancioneros…la vera novità è rappresentata, a mio avviso, dalla nascita della prosa…inizialmente sotto forma di opere di interesse pubblico…come le
“Partidas”, un codice giuridico composto nella seconda metà del 1200 sotto il regno di Alfonso X di Castiglia… a questo fa seguito la composizione di opere a tema storico… ”La cronica general de Espana” e “ La grande e general historia”…inoltre si assiste alla comparsa del racconto di provenienza orientale, di cui “ Le mille e una notte” inizialmente apparso in forma frammentata, è sicuramente il titolo più noto.
Numerose opere vengono alla luce in questi anni, senza tuttavia apportare notevoli innovazioni sul piano dello stile, dei temi e della forma di componimento…ricordiamo
“ Il libro del buen amor” di Joan Ruiz de Hita, “I proverbios morales” del rabbino Sem Tob ibn Ardutiel ben Isaac, il “ Rimado de palacio” del cancelliere Ayala e, a parte, Don Juan Manuel, che incarna la figura del cortigiano, in senso letterale e letterario, come pochi…di esso rimangono circa sette opere più almeno altrettante che sono andate perdute…
Con la graduale scomparsa dell’epica lirica, compaiono anche i primi
“Romances” … essi sono poemi narrativi in versi a tema epico (solo in un secondo tempo) o di attualità…quale ad esempio la morte di qualche personaggio famoso…
Verso la fine del XIV secolo cominciano a comparire, in forma autonoma, i romanzi cavallereschi
( non confondiamoli con l’epica lirica stile
“El cantar de mio Cid” perché questa è in versi e non in prosa)…inizialmente si tratta di traduzioni o trasposizioni sul tema della ricerca del Graal, in seguito vediamo comparire romanzi decisamente innovativi quale l' ”Amadigi” ( che tanto piacerà ad Alonso Chisciano)…in essi, oltre al proposito di divertire il pubblico, si vuole fornire un vero e proprio manuale di comportamento del perfetto cavaliere…vedremo in seguito come Don Chisciotte attinga spesso a questi veri e propri pozzi di scienza della cavalleria…in realtà, romanzi come l’Amadigi, fornirono per almeno due secoli, a tutta l’Europa, un modello di comportamento ideale cui ispirarsi, non solo nelle imprese eroiche, ma anche e soprattutto nelle relazioni con il re ed altri membri della corte…cosa di non poco conto in un epoca tanto rigida sul piano formale.
Il romanzo epico spagnolo, si colloca a metà strada tra quello francese, colmo di imprese eroiche, e quello italiano, in cui l’accento è posto maggiormente sul tema dell’amor cortese…
Prima di raggiungere il cosiddetto “ Siglo de oro”, rimane ancora un argomento da trattare…

“ La Celestina”… innanzi tutto è fortemente dubbio se quest’opera sia un romanzo in prosa o un componimento teatrale,…se ne conoscono due versioni, la prima intitolata “Commedia de Calisto y Melibea” ed un’altra “ Libro de Calixto y Melibea y della puta vieja Celestina”… sia come sia, di quest’opera ne parliamo a parte, perché si pone in maniera francamente innovativa nel ristretto panorama della letteratura spagnola fino ad allora…
L’autore, Fernando de Rojas, ci introduce in un mondo al femminile, in cui l’azione è delimitata negli spazi propri delle donne, il cortile o l’interno della casa…inoltre, la vecchia Celestina attua le sue azioni a partire da una realtà che è quella dei bordelli, della stregoneria…
Sulla carta la Celestina sembrerebbe un tentativo di far incontrare gli schemi della commedia latina ( stile Terenzio) con i temi dell’amor cortese…in realtà, essa, pur essendo piena di elementi medievali (per essere una commedia c’è un discreto numero di suicidi) segna già l’inizio di un’era nuova, in cui l’individualismo cresce e si sviluppa…tanto per essere chiari, è proprio in questo momento che comincia a spuntare “la tirannide del relativismo” ed è prima di quest’epoca che qualcuno, forse, vorrebbe farci ritornare…

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